Da Danilo Dolci a Peppino Impastato le radio libere del coraggio

Sereno Dolci ha inviato un messaggio ai membri di AMICI DI DANILO DOLCI.
Sereno DolciApril 1, 2010 at 12:46pm Oggetto: Repubblica 31 Marzo:sulle radio libere di Danilo&Peppino..puoi condividere? Da Danilo Dolci a Impastato le radio libere del coraggio Repubblica — 31 marzo 2010 pagina 1 sezione: PALERMO LA VIOLENZA contro la parola.
È un classico: quando un regime, una democrazia debole o un'organizzazione criminale non ce la fanno più, le uniche armi che conoscono sono la minaccia, la repressione, l'intimidazione, se non l'omicidio.
È accaduto e purtroppo bisogna ancora temere, ché la storia della Sicilia o della Sicilia come metafora ne è lastricata.
Dal tritolo di Luciano Liggio contro il giornale L'Ora la notte del 19 ottobre 1958 all'assassinio di Peppino Impastato il 9 maggio 1978, la mafia ha cercato inutilmente di spegnere la parola, e da ultimo ci ha provato a Palermo con il raid che il 7 marzo scorso ha devastato i locali e rubato gli impianti di Radio Cento Passi al rione Castello San Pietro.
Già il nome e il luogo evocano ricordi e scenari di guerra: la radio è quella con cui il musicista Danilo Sulis e un gruppo di giovani dell'Arci e dell'associazione antimafia "Libera" di don Luigi Ciotti si apprestavano a cominciare le trasmissioni per denunciare il malaffare e il controllo del territorio facendo rinascere - con il nome ispirato al film di Marco Tullio Giordana - Radio Aut, la radio di frontiera che costò la vita a Impastato.
M M a a ben ricordare già alla fine degli anni Sessanta alcune canzoni scritte per "I Travaglini" da Salvo Licata, di cui proprio oggi si ricorda che da dieci anni siamo privi del suo ingegno e della sua calda umanità, mettevano a nudo l'estremo degrado dei quartieri poveri della città: i vicoli di Ballarò («qui non è finita, mai finita la guerra») e «Rione San Pietro / Quaranta catoi».
Il riscatto è sempre una merce sgradita ai prepotenti, e lo sfregio fatto a Radio Cento Passi è più bruciante perché non solo modem e computer hanno portato via i "vandali", ma anche la pasta "Libera", quella nata dalla confisca dei beni dei boss, e destinata ai bambini del quartiere che poveri erano cinquanta anni fa e tali sono rimasti, come se Palermo non dovesse conoscere mai rinascita.
Stop dunque alla radio libera, che comunque prova a rimettersi in piedi grazie al contributo solidale che si sta muovendo in tutt'Italia, da Roberto Saviano a Carmen Consoli, da Giancarlo Caselli a Jovanotti (migliaia le adesioni finora raccolte).
Stop come avvenne esattamente quarant'anni fa a [...]

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