Da Maria Regina della pace

(Maria Madre di Dio - C) 1° gennaio 2010Chi è venuto alla Messa di Natale qui sa che ho proposto di fare un Natale con i tuoi, ossia con i santi, e in particolare san Francesco d'Assisi e san Giovanni Maria Vianney.
A questo proposito la prima lettura non può non far venire in mente la benedizione che Francesco dette a Frate Leone: "Il Signore ti benedica e ti custodisca, mostri a te il suo volto e abbia misericordia di te.
Rivolga verso di te il suo sguardo e ti dia pace." Di essa si conserva la pergamena su cui fu scritta.
Le parole che Francesco aggiunge di sua mano non sono molte, ma personalissime: Il Signore benedica te, frate Leone.
In mezzo vi passa l'asta verticale di una croce.
È la prova che in quel momento Francesco stava pensando proprio al suo amico in difficoltà, suo segretario e confessore.
Frate Leone, tra i primi compagni del santo ad Assisi, era un tipo semplice, ma soggetto allo scoraggiamento.
Pecorella del Signore, lo chiamava Francesco.
Considerandola adatta per consolare l'afflizione dell'amico Francesco mostrò di aver colto il valore originario della benedizione di Aronne capace di comunicare sicurezza, protezione, forza e pace.
Sul davanti della stessa pergamena contenente la dedica all'avvilito accompagnatore, troviamo scritte le cosiddette "Lodi della Verna" che vale la pena di riportare almeno in parte come a testimonianza dell'animo poetico di san Francesco: "Tu sei santo, Signore, solo Dio, che operi cose meravigliose.
Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo, Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra… Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.
Tu sei amore e carità, Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete.
Tu sei gaudio e letizia, Tu sei nostra speranza, Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza… Tu sei la nostra vita eterna grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore." A fine anno è uso rivolgersi a Dio con il canto del Te Deum.
San Francesco mostra di saper unire l'elevazione mistica verso la grandezza di Dio con la concreta attenzione al prossimo, Frate Leone bisognoso di incoraggiamento.
È quello che dovremmo fare anche noi in questa svolta di anno: ringraziare Dio senza dimenticarci di chiedere la sua benedizione per noi e per il nostri cari.
San Francesco si rivolge con accenti poetici al Dio creatore ed è proprio all'ambiente che papa Benedetto ha dedicato la [...]

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