Da Roma in linea Stefano Imbruglia

di Stefano Imbruglia Sono passate più di due settimane da quando Angelo Sidoti ha denunciato, sui giornali on line,  il caso del dell’elevatissima percentuale di assenze dei dipendenti del settore urbanistico nel mese di novembre ( ultimo dato pubblico disponibile), del metodo stravagante utilizzato per  calcolare le percentuali di assenze dei dipendenti - conteggiate  non sulle  giornate lavorative  ma  su tutte le giornate del calendario - e il ritardo negli aggiornamenti dei dati sul sito del Comune.
Dal palazzo comunale non è arrivato  nessun cenno di risposta per spiegare o  giustificare la vicenda.
Il sindaco non ha ritenuto opportuno  chiarire il motivo delle assenze dei dipendenti , farci conoscere  chi, ed in base a quale logica,  ha ideato questo originale  metodo di calcolo   e i perché  dei continui ritardi nell’aggiornare i dati sul sito del Comune.
Nel frattempo  si apprende che è aumentata la tassa dei rifiuti, dopo che nelle scorse settimane avevamo assistito al raddoppio della tassa sul  suolo pubblico e al salasso sull’IMU che  sugli operatori turistici delle Eolie.  Più volte il sindaco ha detto che non intende rispondere pubblicamente  alle critiche ricevute, anche se le critiche sono circostanziate.  La scelta del sindaco di Lipari   è sicuramente  lecita.
Incomprensibile dal punto di vista politico e  comunicativo,  ma perfettamente legittima.  Però il sindaco dovrebbe sapere che  ci sono dei casi , come in questa circostanza,   in cui il silenzio è una scelta di campo.
Non rispondendo alle  quelle domande, Il sindaco ha scelto di schierarsi dalla parte di quei dipendenti  che si sono assentati quasi un giorno si ed uno; inoltre, ha commesso  un duplice autogol: autorizza a considerare che i dipendenti del settore urbanistica, e di tutto il comune,   siano dei “fannulloni”  e induce a pensare che le tasse pagate dalle imprese locali, e da tutti i cittadini, siano spesi “allegramente” alle loro spalle.
Se  ci aggiungiamo che il Comune di Lipari ha una congenita avversione verso la trasparenza degli atti e dei compensi ,  dà della legge sulla privacy un’interpretazione che definirla  estensiva è improprio per difetto, il silenzio più che una linea di condotta   rischia di essere scambiato per connivenza.
Soprattutto se si sceglie di rispondere solo  a  presidenti di pseudo associazioni che millantano presunte lettere esplosive mai esibite.
Conosco poco il Sindaco  per avere un’idea precisa su di lui, ma  mi assicurano essere [...]

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