Da anni l’Osservatorio epidemiologico monitora l’insorgenza di malattie legate alla produziione del Petrolchimico

Mantova: tumori, Polo chimico sotto accusa.
Ma l’Asl “smobilita”    Chi arriva a Mantova nulla può vedere, se non la bellezza della città dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.
Circondata dal fiume Mincio, boschi e stupende ville, nessuno penserebbe che alle sue spalle c’è uno dei Petrolchimici più grandi d’Italia.
Che, ogni giorno, produce veleni.
Da anni.
Che si accumulano nelle acque, nell’aria e si depositano sui campi.
Il suolo del Polo chimico è contaminato da sostanze come metalli, Benzene, Toluene, Etilbenzene, Stirene, idrocarburi e diossine.
  Il sottosuolo è invaso da un lago di oli, benzine e petrolio.
Ma una vera bonifica ancora non parte.
Da tempo l’Asl locale, come Terra ha raccontato il 12 ottobre,  è allertata.
Secondo i primi dati in città, specie nell’Alto mantovano, il tasso di tumori maligni è più alto del 6,4% rispetto alla media cittadina.
L’Asl stessa ha annunciato di voler tenere ancor più sotto controllo la zona e indagare sulle cause dell’insorgenza di neoplasie, che molti individuano nella contaminazione causata, negli anni, dal Petrolchimico (di recente addirittura ampliato nella sua capacità produttiva).
Pochi giorni fa, però, ecco l’annuncio a sorpresa.
  Arriva più personale all’Asl per accelerare i tempi? Più fondi per rendere più accurato il lavoro e tranquillizzare la popolazione mantovana? Nient’affatto.
Il nuovo dirigente dell’Asl locale, l’ingegner Mauro Borelli, appena insediatosi ha avviato un valzer di incarichi.
Che sono andati subito a colpire al cuore la struttura che “controlla” il Petrolchimico: l’Osservatorio epidemiologico guidato da Paolo Ricci, il medico arrivato qui nel 1988 e che appena un anno dopo firmò  la prima diffida al Petrolchimico (allora Montedison).
Borelli l’ha chiamata  “alleanza” con l’Asl di Cremona.
Ma dev’essere un vizio del burocratese quello di definire le cose con un nome più aulico.
Spesso per nascondere dell’altro.
Alzi la mano chi ha mai sentito dire da un rappresentante delle istituzioni “aumentiamo il prezzo dei biglietti del trasporto pubblico”; piuttosto sarà una “rimodulazione” della tariffa.
  Così come gli uffici pubblici sono “riorganizzati” e la spesa “riqualificata”.
Le parole “tagli”, “riduzione”, “smantellamento” non compaiono mai.
Un’amara regola alla quale non sembra sfuggire il caso dell’ufficio di Ricci, che ora, appunto, si “riorganizza”.
“E’ la vecchia cordata negazionista che ritorna all’attacco [...]

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