Da esseri umani a "Unità di Produzione"

Scritto da: G.B. il 11 febbraio 2015  L'unica cosa che sembra contare in questo XXI secolo sempre più all'insegna della globalizzazione dei capitali e dei profitti, ma anche dello sfruttamento, è il denaro.
Si registra la sconfitta definitiva e forse finale dell'umanesimo con gli esseri umani che diventano niente di più di "unità di produzione" che servono solo ad aumentare denaro e profitto.  Negli ultimi trent'anni, ma probabilmente anche da prima, il processo pervasivo di espansione del capitalismo non ha subito arresti, anzi.
Senza più critiche al sistema economico dominante dopo la sconfitta subita dal socialismo reale, ecco  che il capitalismo ha potuto dispiegarsi in tutta la sua potenza avendo come unico limite lo stesso limite fisico del globo.
Il neoliberismo si è fuso con la globalizzazione consentendo a coloro che già possedevano vasti capitali di porre le premesse per raddoppiarli o triplicarli nel giro di pochi anni.
Un mondo senza barriere per i capitali, liberi di girare da una parte all'altra del pianeta cercando le migliori condizioni possibili, una sorta di religione del denaro che travolge tutto mettendo anche i diritti umani in secondo piano.
Gli stessi esseri umani non diventano più i protagonisti di questa nuova religione globale, ne rimangono ai margini diventano a loro volta una semplice risorsa, una "unità di produzione" da sfruttare allo stesso modo di altre risorse.
Una risorsa come un altra che di certo non può frapporsi alla valorizzazione dei capitali che diventa non solo la cosa più importante, ma anche l'unico fine della politica e dell'agire umano.
Una sconfitta totale dell'umanesimo inteso come mettere l'essere umano al centro.
Se il socialismo si propone il superamento dello sfruttamento e delle ingiustizie per permettere all'essere umano di vivere nel benessere fisico e morale, questo capitalismo neoliberista assurto a nuova ideologia globale si propone come unico obiettivo quello dell'accaparramento della ricchezza e della creazione del profitto.
Di fronte ai conti, che devono sempre e comunque "tornare", ecco che gli essermi umani sbiadiscono e perdono quasi la loro umanità divenendo freddi numeri da organizzare a proprio piacimento.
Questo accade in quanto questa nuova ideologia ha convinto che nulla è più importante non tanto della sacralità dell'essere umano quanto della sacralità dei conti.
Del resto un essere umano viene giudicato non più per quello che è, per i suoi pensieri e la sua sensibilità, ma solo e unicamente per il denaro che maneggia e che [...]

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