Daiichi Sankyo: Congresso SIC 2015, efficacia e sicurezza di edoxaban

Fibrillazione atriale e prevenzione ictus, edoxaban più sicuro del warfarin per i pazienti più anziani o ad alto rischio Roma, 14 dicembre 2015 – Quella con edoxaban è una terapia anticoagulante più sicura rispetto al warfarin anche nei pazienti a più alto rischio di sanguinamenti, inclusi i pazienti anziani e i pazienti con comorbidità, in cui si unisce il vantaggio della monosomministrazione giornaliera; questo è quanto dimostrato da tre esperti italiani nel simposio satellite sponsorizzato da Daiichi Sankyo durante il Congresso Italiano di Cardiologia che sta per concludersi a Roma.
Tale inibitore orale del fattore Xa in monosomministrazione giornaliera è l’ultimo arrivato nella famiglia dei nuovi anticoagulanti orali, dopo l’approvazione della Commissione Europea per la prevenzione dell’ictus e dell’embolia sistemica in pazienti adulti affetti da fibrillazione atriale non valvolare, e per il trattamento e la prevenzione delle recidive di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare.
L’efficacia e la sicurezza di edoxaban in monosomministrazione giornaliera per il trattamento della fibrillazione atriale sono state valutate nello studio ENGAGE AF-TIMI 48, ad oggi lo studio con la più ampia popolazione arruolata (21.105 pazienti), con il più lungo follow-up (mediana 2,8 anni), e l’unico ad aver previsto la possibilità di ridurre il dosaggio, da 60 mg a 30 mg, non solo al momento della randomizzazione ma anche nel corso dello studio, in base alla presenza di uno o più fattori di rischio quali insufficienza renale (clearance della creatinina (CrCL) compresa tra 30 e 50 mL/min), basso peso corporeo (uguale o inferiore a 60 kg), o uso concomitante di determinati inibitori della glicoproteina P. “In questo studio – ha spiegato poi il professoreGiuseppe di Pasquale, Direttore Dipartimento Medico Azienda USL di Bologna e Direttore Unità Operativa di Cardiologia Ospedale Maggiore – il 25% dei pazienti alla randomizzazione e il 7% dei pazienti in seguito, hanno ridotto il dosaggio, nella maggior parte dei casi a causa di un’insufficienza renale, e in questa popolazione di pazienti i risultati dimostrano che il farmaco ha mantenuto il suo profilo di efficacia rispetto al warfarin, diminuendo ulteriormente e in modo significativo i sanguinamenti maggiori e quelli intracranici.
Quindi, nella popolazione di pazienti a più alto rischio, che spesso non viene trattata per il timore di complicanze emorragiche, abbiamo dati consistenti di un aumento significativo della sicurezza di Edoxaban rispetto [...]

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