Dal Nostro Inviato Nel Passato! David Crosby - Live At The Matrix, December 1970

DAVID CROSBY - Live At The Matrix, December 1970 - Keyhole Records Ehm…ma come? Siamo già alle soglie del 1971? No…non è possibile, ho appena comprato Chunga’s Revenge ed il primo ottobre sono andato a vedere gli Stones al Palalido con mio padre (grazie Palo!)….vuoi mika dire che quel quadratino di umida carta assorbente, con il volto ghignante di Yuri Gagarin stampigliato sopra, mi abbia scombussolato così tanto???  Mah….non ho più il fisico, si vede… https://www.youtube.com/watch?v=0m_2YYNs0rc *NDB Questo è il bootleg completo! Comunque, al momento ho tra le mani questa registrazione pirata, ma con una buona qualità audio, di David Crosby & Friends.
In  pratica un’anteprima live al Matrix di San Francisco del suo primo album solo, che dovrebbe uscire il prossimo anno e che si preannuncia molto, molto interessante.
Accompagnato da Captain Trips in persona, Jerry Garcia, e da due suoi adepti quali Phil Lesh e Mickey Hart, ci propone alcune sue nuove composizioni, un brano già conosciuto ed alcuni pezzi degli stessi Grateful Dead.
Il Matrix deve essere un bel posticino accogliente ed informale, al punto da mettere i 4 a loro agio ed in assoluto relax dato che, dopo una bluesata e preparatoria versione di Drop Down Mama, eseguono un meraviglioso brano, per ora inedito, dal titolo: Cowboy Movie.
Crosby lo introduce ironizzando e dicendo che insieme ad amici, erano seduti sul divano di casa a guardare la televisione, a mangiarsi appunto una TV dinner e a vedere un B Movie su indiani & cowboys, che ha poi ispirato il pezzo.
Trattasi di un vero e proprio capolavoro, che mette in pratica la cosiddetta Legge di Miles: less is more.
La voce di David è perfetta nel declamare le lente e sognanti strofe, che narrano la storia di alcuni banditi che, dopo una rapina al treno, tornano al loro accampamento e vengono traditi dalla bella squaw, che in realtà è una rinnegata dello sceriffo, insomma una della legge.
E’ lei che distrae il nostro eroe con le solite moine, il quale, ferito e sconfitto, morirà tristemente alla periferia di Albuquerque, “nella più desolata visione che abbiate mai avuto”.
Penso sinceramente che questa sia una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato in vita mia.
Il basso di Lesh, con il suono fatto di  gomma liquida è grandioso, la batteria di Hart è discreta e  rarefatta, incalzante quando necessario.
Ma è la chitarra davvero lisergica e lacerante di Garcia a definire l’atmosfera, insieme alla splendida voce di David, rendendo il brano praticamente un raga di oltre 9 [...]

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