Dal Signore degli Anelli al Trono di Spade, oltre le barriere della fantasia, passando per Harry Potter

Il punto di partenza di ogni fantasy, come lo intendiamo oggi, non può prescindere dal suo maggiore rappresentante: lo scrittore J.
R.
Tolkien.
Docente di filologia a Oxford Tolkien scrisse nel 1937 di Lo Hobbit e tra il 1954/55 Il Signore degli anelli. Eroi, guerrieri, draghi, elfi, orchi, nani, streghe, sospesi in luoghi senza tempo, oppure confusi con la realtà contemporanea.
Il fantasy è un genere molto identificabile e codificato nel quale archetipi e stereotipi si trasmettono da un’opera all’altra.
Una prerogativa del fantasy è nella cura richiesta per descrivere il mondo in cui è ambientata la storia.
La sua struttura ha origini antiche, dalla saga di Gilgamesh ai poemi omerici, dal racconto mitico alla fiaba, dalla saga epica al romanzo cavalleresco, dal gotico al fantastico.
La prerogativa del fantasy oggi è quella di rileggere con linguaggio moderno i temi di sempre.
Per esprimere questa realtà lo scrittore può percorrere varie strade.
L’High Fantasy (fantasy alto o epico) indiscusso modello di Tolkien, in questo tipo di romanzo quello che emerge è il destino degli uomini e delle nazioni, dove una variegata galleria di personaggi, spesso sovrannaturali e pregnanti di poteri compiono azioni che vengono raccontate da vari punti di vista.
Tra i maggiori successi oltre alla saga tolkieniana abbiamo il ciclo narrativo di Shannara di Terry Brooks.
Complementare al fantasy alto, c’è Heroic Fantasy, rappresentato da Conan il Barbaro di Robert E.
Howard, genere detto anche sword&sorcery (spada e stregoneria), dove al centro del mondo è posto l’eroe (o l’eroina), solitario e guerriero, spesso funestato dalla magia di divinità oscure.
Il Dark Fantasy invece, avvicina molto al genere horror, con cui ha in comune creature del folklore come licantropi e vampiri.
Ha come obiettivo raccontare tempi e luoghi oscuri, pregno di ambiguità morale, dove non sempre il bene vince sul male.
Il fantasy può veicolare anche valori morali o religiosi, un esempio classico lo troviamo nelle Cronache d Narnia di C.S.
Lewis, narrazione fiabesca densa di rimandi alla fede anglicana dell’autore.
Oppure porre veri e propri dilemmi morali.
Suo malgrado Harry Potter  (J.
K.
Rowling),  nella sua terza avventura (Il prigioniero di Azkaban), si trova a dover effettuare una scelta quando ha la possibilità di vendicarsi della persona che ha tradito i suoi genitori, ma rifiuta la vendetta.
Pur se il mondo “altro” è governato dalle leggi della fantasia, della magia, la coerenza, la minuziosità con cui è creato produce [...]

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