Dal dolore può sgorgare l'arte

Il nuovo di Nick Cave, Ghosteen, è la dimostrazione che dal dolore può sgorgare l’arte più autentica.
E che, forse, attraverso l’arte quel dolore può essere sostenuto, inquadrato in una dimensione diversa che non conduce all’oscurità definitiva.
Il trauma che il cantautore australiano ha dovuto affrontare è il più terribile: la morte di un figlio.
Il suo Arthur è scomparso tragicamente quattro anni fa, quando era quindicenne.
Ne aveva fatto i conti solo parzialmente nel precedente Skeleton tree, le cui canzoni erano state in gran parte composte prima della perdita.
Ora questo Ghosteen è uno struggente dialogo con il ragazzo e, insieme, una profonda meditazione sulla vita, la sofferenza, l’amore e la speranza.
‹‹Le canzoni del primo album sono i bambini.
Le canzoni del secondo album sono i genitori.
Ghosteen è uno spirito migrante››… Un padre, e sua moglie, madre del ragazzo, provano a comunicare, a dirsi addio e a ritrovare la pace in un’epifania di immagini potenti e misteriose di fia...

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