Dal pre fascismo al "fascismo" (!?) se sapete che è una forma di potere, tra chi acconsente e voi che tacete.

  foto MOWADa Angelo RuggeriDa una fase di pre-fascismo ad una fase di "fascismo"? Se si sa che cosa è stato ed è il fascismo.
E voi non state forse contribuendo con “l’obbedir tacendo”? Se non vi occupate del fatto più politico che possa esserci e che è la Costituzione, che cosa fate politica o sindacato o giornalismo a fare? Per illudersi di stare facendo qualche cosa, mentre in realtà fate la guardia a “bidoni vuoti” e perdete sempre senza nemmeno capire come e perché?Tra snaturamento del ruolo di classe di una CGIL appendice ancillare di PD – e “sinistre di Governo”– e un “laicismo” elitario e antipopolare, che fanno il gioco dei “neo-cons”.Come mai sui giornali di oggi si esplicita palesemente l’assalto da più parti e con varie proposte alla Costituzione, alla “Repubblica parlamentare”, al ruolo centrale e legislativo del Parlamento? (donde  l’anticipazione tempestiva del preoccupato invito di ieri ad una discussione IN DIFESA DEL PARLAMENTO).Il fatto è che nonostante tutto il “caso italiano” mantiene una sua residua peculiarità (avevamo facilmente predetto parlando del passaggio da “estrema sinistra” (PCI) alla “sinistra-centro” attuale) sia per la differenza specifica della nostra carta rispetto al “caso francese” dominato dal ruolo avuto da de grulle addirittura dal 1945 in poi ; sia per una residua coscienza democratica di massa, nonostante l’omologazione e la diffusa subalternità assunta all’ombra di un “europeismo” restauratore, dai vertici di destra e sinistra che si contrastano solo per obbiettivi di mera gestione del governo, senza alcuna e necessaria discriminante sul decisivo terreno sociale.
Il dramma è che ci stanno provando senza alcuna reazione e persino senza prese di posizioni.Si chese ci provano davvero e fino in fondo a rovesciare tutto e ad instaurare forma di governo e forma di stato autoritarie-totalitarie, non potranno trovare alcun reale contrasto nemmeno da parte vostra oltre che delle “sinistre” politiche e sindacali che o tacciono spesso sono corrive e complice più che “alternative”.Salvo, ovviamente, alcuni tra coloro che oltre a capire, raccogliere e diffondere l'invito  IN DIFESA DEL PARLAMENTO di ieri, hanno ripreso a discutere nei suoi termini attuali la "questione istituzionale”come “questione sociale”, e cioè dello Stato come forma storico-istituzionale della "questione sociale" tanto aggravatasi quanto e nella misura in cui “ha un orizzonte mondiale” (come ben sa e ha ben detto anche e [...]

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