Dal tumore alla sterilità, i rischi di dare in affitto l' utero

  Nell' attuale dibattito sull' utero in affitto, che scandalizza la gran parte degli italiani, si dimentica però, spesso, un fatto: se due uomini vogliono un figlio non devono solo ricorrere ad un utero altrui, a pagamento. Abbisognano anche di ovuli femminili. E questi, come si ottengono? Attraverso l' iperstimolazione delle ovaie, cioè una procedura assai invasiva volta a produrre molti ovociti che dovranno essere estratti dal corpo della donna, per essere poi inseminati.
Il dottor Carlo Flamigni, noto per la sua apertura alle pratiche di procreazione medicalmente assistita (Pma), nel suo La procreazione assistita (il Mulino, 2002), afferma che l' iperstimolazione ovarica sulla donna, è «una sindrome pericolosa persino per la vita», «una complicanza abbastanza pericolosa».
Che tante donne inconsapevoli subiscono perchè povere e bisognose di denaro, al pari di quelle che affittano il proprio utero.
Sul tema, che dovrebbe mobilitare l' attenzione di tutte le donne, esiste un impressionante documentario, Eggsploitation, a cura del Center for Bioethics and Culture americano, premiato al Festival californiano di cinema indipendente.
In esso si racconta la storia di alcune donne che rivelano di aver venduto i loro ovuli, completamente ignare di ciò a cui andavano incontro, causa il silenzio assordante dei media, ma anche di quei medici che hanno proceduto all' espianto.
Queste ragazze hanno patito, in seguito alla vendita degli ovuli e quindi alla iperstimolazone ovarica preliminare, cancri, sterilità, emorragie...
Alcune sono addirittura morte.
Quando siamo di fronte ad un matrimonio gay, stile ddl Cirinnà-Lo Giudice, oltre alla trasformazione di alcune donne in forni per «cuocervi» figli altrui, vi è dunque anche la riduzione di altre donne a serbatoi di ovuli.
Quanto ai figli che nasceranno da queste tecniche, non si deve ignorare, come fa soprattutto il Pd del cattolico Renzi, che come due genitori desiderano di norma un figlio biologicamente loro, così tutti i figli del mondo vorrebbero avere un padre e una madre.
Ciò è iscritto non in questa o quella tradizione, in questa o quella religione, ma nella natura umana.
Ci sono almeno 5 fatti che lo dimostrano, negando così l' assunto di base del Cirinnà.
Il primo: la gran parte dei bambini adottati in famiglie naturali, ad un certo punto della vita, va alla ricerca dei genitori biologici, pur amando i propri genitori adottivi e provando riconoscenza verso di loro.
Questo è purtroppo causa, non di rado, di notevoli incomprensioni, che arrivano persino a [...]

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