Dalla C.E.C.A. a Maastricht

  Dalla C.E.C.A.
a Maastricht   Nel 1950 per iniziativa di sei Paesi: Benelux (Belgio, Olanda, Lussemburgo), Francia, Germania, Italia nasceva la C.E.C.A.
(Comunità Economica del Carbone e dell'Acciaio).
Era il primo mattone dell'Unione Europea.
Questo primo nucleo, com'è noto, per successive tappe si è perfezionato con il trattato di Maastricht fino a includere, nel 2007, la Bulgaria e la Romania.
Questa titanica costruzione sembra essere arrivata alla fine senza raggiungere il traguardo prefissato.
Grecia e Irlanda, due Stati membri dell'Unione, di fatto non lo sono più perché troppo deboli per poter reggersi in piedi da soli.
Alla base del principio dell'Unione vi era il tentativo di costituire un unico, grande mercato delle merci, il quale doveva - e poteva - essere foriero della futura unità politica del continente.
Fallimento! Ai due Paesi sopra citati probabilmente se ne aggiungeranno degli altri: Portogallo, Spagna ed, in seguito, l'Italia.
Probabilmente l'Unione Europea non si scioglierà come la neve al sole, ma non sarà quella che i padri fondatori avevano sognato.
La moneta unica non può reggere se non è accompagnata da un'economia similare.
La Germania non può continuare a fare da locomotiva ed altri Paesi considerati come carri al traino.
Nessuno sa esattamente che cosa potrà avvenire nel medio periodo, certamente qualcuno penserà di uscire dall'euro e ripristinare la sua antica moneta.
In questo caso, di difficile fattibilità, chi ne pagherà le conseguenze più tragiche saranno quei Paesi che, oggi, sono in sofferenza, compresa l'Italia.
Fallimento conseguente anche per l'unità politica: questa si raggiunge non solo se quella economica è salda, se viene aggredita e vinta la sconfinata burocrazia comunitaria, ma anche se si semplifica il complesso carattere culturale dei 27 Paesi che la compongono.
Tutto, al presente, lascia intendere che la strada è irta di ostacoli, e bandana non rappresenta un buon viatico per il viaggio verso l'unità.
  MEMORANDUM   Eccoli, i galantuomini della Camera dei Deputati, che hanno votato per la fiducia al governo bandana il 14 dicembre 2010.
Non dimentichiamoli! Scopriamoli in qualsiasi lista elettorale si possano nascondere nelle prossime elezioni! (i dati sotto riportati sono stati rilevati dal sito ufficiale della Camera dei Deputati)     1) Massimo Calearo n.
23/11/55 a Vicenza, eletto col PD, passato al Gruppo Misto e, poi, ad Alleanza per l'Italia; email: CALEARO_M@camera.it   2) Giampiero Catone n.
01/06/56 a Napoli, eletto con PdL, passato a [...]

Leggi tutto l'articolo