Dalla Calabria a Firenze per 'colpire'

FIRENZE IL FATTO Dalla Calabria a Firenze per 'colpire' In manette rapinatori in trasferta Sono stati arrestati dai carabinieri di Firenze tre rapinatori calabresi.
I tre sono accusati di alcune rapine avvenute nel capoluogo toscano nel settembre del 2005, quelle fatte in un ufficio postale, in una banca e in un magazzino commerciale Firenze, 27 maggio 2008 - Sono finiti in manette tre rapinatori calabresi: dovevano consegnare metà bottino al capo della loro cosca, un clan della 'ndrangheta attivo in provincia di Cosenza, probabilmente allo scopo di finanziare attività illecite.
Si tratta di due 26enni, uno originario di Castrovillari (Cosenza) e l'altro di Cosenza e un 37enne, anche lui di Cosenza.
Le indagini hanno stabilito che i tre malviventi appartengono alla 'manovalanza' della cosca cosentina a cui erano collegati e che il 50% dei proventi doveva andare al clan.
I carabinieri del reparto operativo di Firenze hanno arrestato i tre calabresi in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal gip del tribunale di Firenze.
I tre sono accusati di alcune rapine avvenute nel capoluogo toscano nel settembre del 2005, quelle fatte in un ufficio postale, in una banca e in un magazzino commerciale, anche se altri accertamenti in corso potrebbero attribuirgliene altre.
Due di loro hanno vissuto a Firenze, mentre un terzo complice risiedeva in Calabria e si spostava nel capoluogo toscano quando c'era da fare un colpo.
I tre rapinatori calabresi arrestati sono stati denunciati anche per ricettazione e porto abusivo d'armi con l'aggravante di aver commesso i reati per agevolare un'associazione a delinquere di stampo mafioso.
Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Firenze, Tommaso Coletta.
E' stato l'esame delle immagini videoregistrate e altri accertamenti definiti 'tecnici' dagli inquirenti ad aiutare i carabinieri ad attribuire agli arrestati tre rapine fatte a Firenze, due avvenute il 3 settembre 2005, e una terza il 5 settembre.
La prima fu nell'ufficio postale di via Manni al mattino, per un bottino di 1.360 euro ottenuto minacciando gli impiegati con una pistola; un'altra fu tentata la sera in un magazzino commerciale mentre le guardie giurate stavano portando via l'incasso della giornata.
In questa rapina, dove non furono portati via soldi, i calabresi esplosero colpi d'arma da fuoco contro i vigilantes per coprirsi la fuga e i carabinieri trovarono due bossoli sparati 'a salve' calibro 8 millimetri.
La terza rapina, del 5 settembre 2005, fu nell'agenzia di via Baccio da [...]

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