Dalla tassa sul lusso alla tassa sociale

Per un furto in comune tutti i cittadini potrebbero essere costretti a pagare.
Succede in Sardegna, ad Arzana, centro della proviincia dell’Ogliastra, dove in un garage di proprietà dell’Amministrazione comunale i soliti ignoti hanno sottratto un fuoristrada, un’altra autovettura e varie attrezzature per un danno complessivo di dodicimila euro.
Il primo cittadino ha così minacciato un aumento dell’Ici per coprire il “buco” se il maltolto non verrà restituito.
Una sorta di “tassa sociale”, una misura pedagogica atta a sensibilizzare tutta la cittadinanza.
Tasse e Sardegna, un connubio che ha tenuto banco per tutta l’estate, da quando la cosiddetta tassa sul lusso, targata Soru, presidente della giunta regionale, ha sdoganato da il “Sole 24 ore” a “Novella 2000”, grazie al party di protesta organizzato dal top manager Flavio Briatore.
Chi vuole più bene alla terra di mirto,pecorino e cannonau? Possibile che la politica che sta alla base della tassa sul lusso miri ad allontanare i turisti da una delle isole più belle del Mediterraneo? Impossibile, si tratterebbe di una mossa suicida.
Eppure così hanno pensato i sindaci di diversi comuni sardi che hanno protestato vivacemente contro la tassa sul lusso, oltre a vip e starlette del Belpaese riunitasi al Billionere su pressing di Briatore.
Per non parlare delle curiose strategie di marketing territoriale che sono nate dalla vicenda.
Una su tutte quella della Regione Veneto che a mezzo stampa ha diffuso un caloroso invito a trascorrere le ferie dove non si pagano tasse “speciali”, con esplicito richiamo a Costa Smeralda e dintorni.
Ma si sa, ormai la pubblicità comparativa può essere applicata in tutti i settori.
Certo è che chi ama la Sardegna, terra che offre ben più di un mare meraviglioso e di locali alla moda, continuerà a tornarci.
Tassa sociale o sul lusso, quando si minaccia il portafoglio è chiaro che non ci si può aspettare un’ovazione di consensi.
D’altra parte, la responsabilità sociale e civica non è certo un concetto che va di moda.
In certi casi è più facile e comodo sentirsi cittadini del mondo piuttosto che di un comune, di una città o di una nazione.

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