Dammi da bere

III Domenica di Quaresima - Anno A Es 17, 3-7; Sal.94; Rm 5, 1-2.
5-8; Gv 4, 5-42.
  Il cammino dietro Gesù verso la sua e la nostra Pasqua ci fa fare tappa oggi al pozzo di Giacobbe, in Samaria.
Il Vangelo di Giovanni ci ha raccontato l’incontro tra Gesù e una donna samaritana che avviene in un caldo mezzogiorno presso il pozzo di Giacobbe, un luogo importante nella Bibbia, laddove sono avvenuti altri incontri (Gen 24; 29; Es 2) decisivi nella storia della salvezza.
Qui avviene un incontro decisivo invece per la vita di questa donna che attraverso un dialogo con Gesù e un profondo cammino interiore arriverà a riconoscere in lui il Messia atteso e dall’esperienza personale con lui cambierà la sua vita.
Tutto nasce dall’iniziativa di Gesù che le chiede “Dammi da bere”(Gv 4,7).
Questa richiesta, inusuale da parte di un giudeo verso una samaritana, lascia la donna molto stupita.
Lo stupore della donna samaritana può essere il nostro: non ci può lasciare indifferenti un Dio che ha sete, che ha un desiderio e che chiede all’uomo di poterlo colmare.
Dio ha sete del nostro amore, del nostro cuore, ha sete della nostra sete di Lui (cfr.
s.
Agostino).
Lui è la fonte, la sorgente dell’acqua viva: la sorgente è fatta per donare, per dare, per dissetare gli altri.
Dio, la nostra sorgente, è arrivata paradossalmente al limite dell’esaurimento sulla Croce quando esclama: “Ho sete!” (Gv 19,28).
La sete di Gesù fa nascere nella donna, insoddisfatta, inappagata dalla sua vita fatta di infedeltà, di tanti amori effimeri, la sete di quest’acqua viva: “Signore, dammi quest’acqua perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua” (Gv 4,15).
La donna è stanca di andare e venire dal pozzo con la sua brocca per avere solo dell’acqua stagnante che non è capace di spegnere per sempre la sua sete.
E’ affascinata invece dalla promessa di Gesù che le vuole donare non una brocca più grande o un pozzo più profondo, ma la sorgente stessa, un’acqua viva, che zampilla in eterno, una fontana vivace e non più un’acqua stagnante.
Ma dove si trova questa sorgente che  dona sempre freschezza alla monotonia della nostra vita, che è capace di colmare veramente ogni nostra sete di senso? Questa sorgente è dentro di noi, anche se molte volte non ce ne accorgiamo: ce lo ricorda nella seconda lettura l’apostolo Paolo: “L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato donato” (Rm 5,5).
Se la sorgente è in noi, non abbiamo più [...]

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