Dance Dance Dance di Haruki Murakami

Titolo: Dance Dance Dance Autore: Haruki Murakami Anno di uscita: 2005 Casa editrice: Einaudi Traduttore: G.
Amitrano Numero pagine: 500   “La mia anima sembrava essersi rivestita di una superficie lucida su cui tutto scivolava silenziosamente.
Tutto scompariva come disegni sulla sabbia che il vento spazza via in un soffio.”   Non è facile parlare di questo libro.
Credo che lasci un messaggio diverso ad ogni persona che lo legge.   Il protagonista, senza nome, è un giornalista freelance di 34 anni.
Sogna ogni notte una donna – una vecchia fiamma – che chiede aiuto.
Decide allora di cercarla, di recuperare i contatti, ma la ricerca si rivela più difficile del previsto perché Kiki, questo è il suo nome, sembra svanita nell’aria.
Nessuno l’ha vista o conosce il suo nome completo.
Il viaggio lo porta prima a Sapporo, località turistica, in cui incontra Yuki, una bellissima ragazzina di tredici anni con poteri paranormali.
Lei è solo uno dei tasselli che condurranno a Kiki.
L’uomo pecora, custode del mondo interiore del protagonista, è il primo.
Seguiranno squillo di lusso e un attore famoso, ex compagno di liceo del protagonista.
Una fotografa, un uomo con un braccio solo, sei scheletri che guardano la televisione.
Questo e molto altro sarà ciò che il protagonista dovrà affrontare, alla ricerca non più di una donna, ma di se stesso, perennemente in bilico tra realtà e sogno, tra il mondo e i sensi.
Un giallo affascinante, che sembra virare al fantasy, all’introspettivo, al noir, al racconto di uomo che cerca solo di andare avanti, danzando, passo dopo passo, in un mondo che sembra non avere più alcun senso logico.
Il lettore non può fare a meno di affezionarsi a tutti i personaggi, perché sia belli che brutti lasciano comunque un messaggio, un segno, sono parte di un disegno.
Yuki, nonostante l’età, sembra essere il personaggio più maturo di tutto il romanzo.
Sembra guidare il protagonista fuori dal suo piccolo mondo fatto di lavoro e abitudini, portando il calore di un’amicizia sincera in un mondo pieno di incertezze.
 Inoltre, meritano moltissimo i discorsi tra lei e il protagonista.
  “Quando dissi a Yuki che era almeno un anno che non toccavo cioccolata, mi guardò stupita.
- Non è questione di piacere o non piacere, - spiegai.
– E’ solo che la cioccolata non mi interessa.
- Come si fa a dire che la cioccolata non interessa? Tu secondo me devi avere qualche rotella fuori posto.
- Niente affatto.
È una cosa normalissima.
A te piace il Dalai Lama? - E che sarebbe? - Il [...]

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