Darren

Sono in piedi di fianco alla cassa a mangiarmi il fegato quando Darren rientra dalla sua pausa pranzo, guarda il mio viso ancora rosso di collera e capisce che qualcosa non va.
Dopo aver appeso la giacca nel retro , mi si avvicina con ostentata indifferenza e mi chiede come va. E’ educato Darren, un ragazzo di buone maniere che a diciannove anni sa già chi è, cosa vuole fare e dove sta andando. Notevole.
Col respiro ancora spezzato, gli racconto a fatica di una brutta lite col capo che mi aveva trattato male. Di nuovo. Vedo una scintilla di divertimento nel suo sguardo, anche se davanti a me mantiene un’espressione seria.
So cosa sta pensando: il capo è un cafone dai modi bruschi, lui aveva cercato di avvertirmi, io non lo avevo ascoltato e ora sapevo di aver sbagliato.
Mi metto a spolverare gli scaffali ma Darren non mi molla un attimo, mi parla, mi liscia il pelo, fa qualche battuta fino a quando non cedo e gli sorrido. Lui sorride prima a me e poi si congratula con se stesso “no...

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