Debby della Valle del Vento - L'isola

Frank rimase immobile sul ponte a guardare il febbrile movimento delle donne intorno a lui.
La “Legionaria” si stava lentamente allontanando appena oltre la murata di sinistra.
Il suono della sabbia che sbatteva sulla nave assaltata si stava affievolendo alle sue spalle, mentre le grosse vele ioniche si tendevano per catturare meglio la luce della stella di Keiron.
Alcune ragazze stavano spostando le casse e le altre masserizie che erano riuscite a caricare e le portavano sotto coperta, al riparo del calore onnipresente.
Una di loro si voltò verso di lui.
Non era molto alta, con i capelli chiarissimi e gli occhi nocciola.
Lo sguardo era serio.
Frank rimase immobile sul ponte a guardare il febbrile movimento delle donne intorno a lui.
La “Legionaria” si stava lentamente allontanando appena oltre la murata di sinistra.
Il suono della sabbia che sbatteva sulla nave assaltata si stava affievolendo alle sue spalle, mentre le grosse vele ioniche si tendevano per catturare meglio la luce della stella di Keiron.
Alcune ragazze stavano spostando le casse e le altre masserizie che erano riuscite a caricare e le portavano sotto coperta, al riparo del calore onnipresente.
Una di loro si voltò verso di lui.
Non era molto alta, con i capelli chiarissimi e gli occhi nocciola.
Lo sguardo era serio.
-     Ehi tu! Vieni a darci una mano, invece di stare lì impalato.
– la voce era dura e Frank non poté fare altro che obbedire.
Si avvicinò alla cassa a fianco della ragazza e ne afferrò una maniglia di corda che sporgeva e la fissò con aria interrogativa.
-     Seguimi! – fece la ragazza e strattonò la cassa che reggeva dall’altro lato.
Frank la seguì verso un vicino boccaporto che spariva nel ventre della nave.
Si inoltrarono nel buio di quella specie di ciclopica caverna.
Frank dovette fare seriamente attenzione, perché rischio un paio di volte di ruzzolare giù per le scale che scendevano nel buio.
Solo delle lampade a led illuminavano fiocamente quelle stanze.
La ragazza lo trascinava per corridoi e stanze, seguendo la fila di altre donne che li precedevano.
Scese un’ultima rampa di scale.
Venne travolto da un crogiolo di odori di spezie che presero il suo naso e lo contorsero, prima di lasciarlo, completamente intontito.
Rimase per un attimo a guardare quello spettacolo di casse e imballi di ogni genere ammucchiati in quella gigantesca sala.
Il ponte più basso di quella nave era stato dedicato a magazzino e sembrava che le scorrerie di quelle donne avessero portato i loro frutti.
Mucchi di scatoloni e di [...]

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