Decisiva la freschezza della Germania?

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LA PREVIEW DI EURO 2008 DELL'AMICO CARLO MAERNA.  Da quando la stagione calcistica è diventata sempre più faticosa per i migliori giocatori, le grandi manifestazioni come Europeo e Mondiale hanno sempre premiato non la squadra con il maggior tasso tecnico, bensì quella che nel mese di giugno è arrivata più fresca ed in una miglior condizione fisica.
Al Mondiale 2006 il Brasile arrivò con i suoi pezzi da novanta in condizioni pessime, nonostante avessero disputato (Ronaldinho su tutti) un’ottima stagione, l’Italia al contrario aveva i suoi migliori giocatori relativamente riposati, il campionato era stato tutt’altro che combattuto e solo il Milan era arrivato, peraltro piuttosto agevolmente, alla semifinale di Champions.
Personalmente noi non concordiamo con il detto “per vincere bisogna incontrarle tutte”, perché un conto è incontrare gli avversari più forti nel miglior momento di forma, e un conto è avere un percorso più facile come l’Italia due anni fa: l’agevole quarto contro l’Ucraina ci permise, nei supplementari contro la Germania , di avere molte più energie dei nostri avversari provati dalla battaglia con l’Argentina; qualche giorno dopo la situazione si ribaltò a nostro sfavore: la Francia giocò una semifinale semplice col Portogallo e di conseguenza l’Italia soffrì molto nell’ultima ora della finale di Berlino.
Alla luce di queste considerazioni, se dovessimo giocarci un euro sulla vittoria del torneo punteremmo sulla Germania di Joachim Low.
Benchè la squadra sia apparentemente priva di stelle, è pur sempre la terza classificata all’ultimo Mondiale dove aveva eliminato Svezia ed Argentina; Ballack non è più quello del 2002, gioca “alla Vieira” in venti metri quadrati ma questa stagione l’ha iniziata praticamente a gennaio, è più fresco e ha dimostrato (vedi doppietta col Manchester, ma non solo) di poter essere ancora decisivo nelle partite importanti.
Lehmann in porta può essere un punto di forza come lo è stato 2 anni fa anche se Almunia lo ha spodestato all’Arsenal, la difesa è solida al di là delle banali considerazioni su Metzelder e Mertesacker (alti = lenti) e di sicuro ha nei due terzini Jansen e (soprattutto) Philipp Lahm due ottimi giocatori di grande corsa come nella migliore tradizione tedesca; il reparto poi è protetto dal fortissimo Torsten Frings (non benediremo mai abbastanza Cufrè per averlo trascinato nella rissa che gli costò la squalifica contro l’Italia), che a centrocampo, nel 4-4-2 rigoroso di Low [...]

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