Democrazia autoritaria: salviamo i valori dell’Italia nata dalla Resistenza

di Paolo Flores d'Arcais | 23 luglio 2014 Ho aderito subito con entusiasmo alle 10 proposte “aperte” lanciate da il Fatto Quotidiano.
Con entusiasmo, perché l’iniziativa voluta da Antonio Padellaro, Marco Travaglio e Peter Gomez riprende la più nobile tradizione del grande giornalismo americano dall’epoca di Thomas Jefferson: l’impegno politico diretto delle testate democratiche.
Allora, perché ancora inesistenti i grandi partiti politici rappresentativi, oggi in Italia perché ormai autoreferenziali, “rappresentativi” solo del kombinat affaristico-politico-corruttivo che caratterizza innanzitutto e per lo più l’establishment del nostro paese.
Esiste certamente un’opposizione parlamentare, che si esprime in sostanza esclusivamente nel Movimento 5 Stelle, il cui carattere ondivago e la cui struttura organizzativa e comunicativa “proprietaria” si sono però dimostrati deleteri di fronte alla potenza della tenaglia messa in atto dal patto Renzi-Berlusconi propiziato dal lord protettore del nuovo regime: Giorgio Napolitano.
In questa situazione, del resto, che nel servo encomio dei media verso il governo vede ormai la normalità, il giornalismo-giornalismo, proprio per essere tale, imparziale (che è cosa diversissima da equidistante) e soggetto solo alle “modeste verità di fatto” (senza il rispetto delle quali, ammoniva Hannah Arendt, ci si è già incamminati sulla via del totalitarismo) deve farsi anche, e sempre più spesso, direttamente agire politico.
Pubblicità Quanto al merito dei dieci punti, presentati come aperti, sottoscrivo sine glossa il 3 (opposizione), il 4 (immunità parlamentare), il 5 (Capo dello Stato), il 7 (magistratura e politica), l’8 (procuratori e pm), il 9 (informazione) e il 10 (cittadini attivi).
Sul 6 (Csm) credo che i membri togati andrebbero semplicemente estratte a sorte (anziché votati “su una provvista” di estratti a sorte) poiché altrimenti il monopolio delle correnti (e cordate) sarebbe bensì indebolito ma non certo dissolto.
I punti 1 e 2 mi sembrano invece i più deboli: penso che il Senato andrebbe in effetti abrogato, oppure sostituito con un’assemblea non-legislativa, di “difensori civici”, composta dai sindaci (o loro delegati ) delle 50 città più popolose e da 50 estratti a sorte, con rotazione annuale, tra quelli delle al tre città con più di 15 mila abitanti.
Ma soprattutto di soli 100 membri dovrebbe essere composta la Camera dei deputati (legislativa) eletta per i due terzi in collegi uninominali col doppio turno (i due più [...]

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