Denis, felicità dimezzata ma il gol lo dedica a Maradona

PNAPOLI (29 novembre) - Da Mazzarri a Maradona, da Trefoloni a Quagliarella.
C'è tutto e di più nei pensieri di Denis, che con quel gol di destro aveva illuso i quattromila napoletani arrivati a Parma.
Il sorriso del Tanque non è ampio come aveva sperato fino al rigore di Amoruso perché l'1-1 brucia.
Ma non solo il pareggio, il terzo di fila per il Napoli.
«L'arbitro? Ho visto in tv l'azione del rigore concesso al Parma e probabilmente c'era.
Ma nel secondo tempo ha diretto in favore del Parma.
Non lo avrà fatto in malafede, ma così è stato.
E poi nel primo tempo, a proposito di rigori, ce n'è stato uno che l'arbitro non ha fischiato, pur avendolo visto: fallo di Panucci su di me».
Denis è stato scelto da Mazzarri per sostituire l'infortunato Lavezzi.
«Ma io non mi illudo di aver conquistato il posto da titolare perché so quanto è importante il Pocho per il Napoli.
Cerco di farmi trovare pronto e di sfruttare il mio momento, mettendo, come i compagni, in difficoltà il tecnico.
L'arrivo di Mazzarri è stato importante per me e per la squadra perché lui ha saputo cambiare la mentalità del Napoli.
A un certo punto, quando non giocavo, avevo perso la fiducia in me stesso.
Sono sceso in campo due volte in pochi giorni, tra coppa Italia e campionato, e sto molto bene sotto l'aspetto fisico e mentale.
La testa, ecco la cosa che conta di più.
Quagliarella? È stata la prima volta in cui abbiamo giocato insieme: è andata bene, molto bene».
Parma lascia rimpianti di troppo, non solo per gli errori dell'arbitro Trefoloni.
«Meglio avremmo potuto sfruttare alcune palle-gol.
Sono stati persi due punti nel finale della partita, questa era una sfida da vincere.
Però la prestazione ci conforta: il Napoli si è confermato squadra di alto livello», dice il Tanque.
E lui cerca un posto al sole, ovvero alla guida dell'attacco, com'è accaduto contro la Juve e contro il Parma, due delle partite più brillanti del Napoli by Mazzarri.
«Devo approfittare delle occasioni che ricevo, però non posso fermarmi qui.
Devo rimanere tranquillo e lavorare con impegno.
Ho sperato che questo momento potesse arrivare e finalmente eccolo».
Il gol, il secondo in questo campionato, dedicato alla famiglia.
«Perché è lontana».
E poi un pensiero a Maradona, il ct della Seleccion che lo convocò per la prima partita della sua gestione, tredici mesi fa in Scozia.
Poi Denis è uscito dal giro dell'Argentina ma non ha perso la speranza dei Mondiali.
«Diego è sempre là, nei miei pensieri.
Ma so che devo anzitutto fare buone cose con il [...]

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