Dens dŏlens 383 – Si può placare l'odio?

di MOWA
“Le leggi razziali furono provvidenziali per me, ma anche per gli altri: costituirono la dimostrazione per assurdo della stupidità del fascismo. Le leggi razziali erano il sintomo di una carnevalata: si era ormai dimenticato il volto criminale del fascismo (quello del delitto Matteotti, per intenderci): rimaneva da vederne quello sciocco.” [Primo Levi - intervista di Giorgio De Rienzo, In un alambicco quanta poesia, Famiglia Cristiana, n. 29, 20 luglio 1975]
In uno straordinario e lucido scritto, del 1917, dal titolo Odio gli indifferenti, Antonio Gramsci analizzava l'avanzare del fascismo, illustrando quanto l'atteggiamento delle persone potesse influire sulla Storia e quanto il non prendere posizione potesse essere nocivo.
In un passaggio di quello scritto Gramsci sosteneva che odiava gli indifferenti perché gli dava fastidio sentire il loro:
“piagnisteo da eterni innocenti.”
E, poi, chiedeva:
“conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto...

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