Depuratori inesistenti e canoni non dovuti: la Corte dei Conti boccia la 'sanatoria' del Governo

La Corte dei conti del Veneto boccia il decreto del ministero dell'Ambiente che detta le regole per ottenere i rimborsi dei canoni depurazione acque, pagati ingiustamente dai cittadini, come ha sancito la Corte costituzionale.
Una vicenda paradossale dove le istituzioni fanno a gara a non rispettare le regole, ribadite dalla Corte Costituzionale.
La Corte veneta ha definito poco chiare le regole, in particolare viene contestata la retroattività ridotta per i rimborsi (5 anni per il ministero, contro i 10 anni di prescrizione ordinaria), e anche la necessita' di documentazione a carico degli utenti, come condizione per ottenere il rimborso stesso.  Ora la Corte dei conti del Veneto ha coinvolto la 'sezione autonomie' della Corte di Conti, affinche' si pronunci e dia un'interpretazione generale valevole per tutta Italia.  La Corte del Veneto era stata coinvolta dal comune di Treviso, che aveva, appunto, chiesto lumi vista la poca trasparenza dell'atto emesso dal ministero con a capo Stefania Prestigiacomo. 

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