Devendra Banhart - "Ma" (Nonesuch Records, 2019).

Per il suo decimo disco – terzo in uscita per la Nonesuch Records – non si è discostato dalle sonorità che l’hanno reso riconoscibile tra infinite imitazioni: ma, come dice il titolo, è un album che si aggira attorno al concetto di amore materno, per il quale esisterà sicuramente un termine tedesco dai, ed è composto da tredici tracce pacate, crepuscolari, allegre ma non troppo, che mica ci possiamo scomporre troppo. E allora quindi pezzi come "Is this nice" in apertura, o la struggente "Memorial" una preghiera sul perdono e sull’amore universale, oppure ancora l’arpeggio minimale che supporta "Carolina", avrebbero potuto tranquillamente trovarsi in uno qualsiasi dei dischi precedenti del cantautore venezuelano, tanto rispecchiano gli standard e le atmosfere con cui abbiamo imparato a conoscerlo. Tu chiamala se vuoi, endesommermelancholie.
https://www.youtube.com/watch?v=WB5Gypm4fHo
https://www.youtube.com/watch?v=AToaUvSQBtw

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