Di Pilar Marrero, il racconto della distanza fra ideologia e realtà nei confronti della crisi del Venezuela, di Maduro e di Guaidò.

Nelle ultime due settimane, spiegando la mia posizione rispetto ai fatti venezuelani, paese in cui sono nata e cresciuta, sono stata bollata, allo stesso tempo, come “una sostenitrice dell’estrema destra di Trump” o una “chavista-madurista”.
Non sono nessuna delle due.
STORIA DI UN’IMMIGRATA DAL VENEZUELA
Come molti miei compatrioti venezuelani che vivono all’estero, mi sono trovata imprigionata fra l’incudine e il martello, non classificabile dai rispettivi estremismi ideologici di chi vede il mondo solamente in bianco e nero. Non ci sono, infatti, sfumature per chi brandisce dogmi assoluti invece di applicare la propria razionalità.E la “Sinistra” è pessima come la “Destra” a questo riguardo.Sono una cittadina venezuelana, arrivata in questo paese [USA] nel 1986 e naturalizzata statunitense.
Ho studiato a Caracas in un’università gesuita e ho lavorato per media di lingua spagnola a Los Angeles per più di 30 anni. Ben lungi dall’essere di “Destra”, mi sono sempre definita progress...

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