Di sicuro c'è solo la morte, ma neanche il fisco scherza

    Il mio, alle poste, è diventato un “astratto conto”.
Proprio questa mattina, ironia della sorte mentre ero di ritorno dal commercialista per il calcolo dell’ IMU maledetta, ho trovato il mio quadro di Mondrian, lì nella mia cassetta delle lettere. Il sig.
Conto Bancoposta ogni mese si premura di ricordarmi che non sono figlia del sultano del Brunei.
Quand’ero piccola e il postino suonava ero felicissima, ora quando sento il cicalino mi preparo un crocifisso come se fosse Satana.
Il peggio è quando “c’è da firmare”. Con un tempismo da Maya, sempre dopo pranzo, il postino mi riserva il digestivo finale: un amaro all’inchiostro.
  Una volta i vampiri andavano in giro con i mantelli e si nutrivano addentando direttamente al collo le proprie vittime.
Adesso girano in giacca e cravatta e ci governano, succhiandoci il sangue direttamente dai nostri conti corrente.
  Tra cartelle di pagamento di Equitalia (che di “equi” non ha proprio niente) e l’usura legalizzata , bollette, tributi e tasse, quando oggi il ragioniere mi ha chiesto se avessi a carico qualcuno la mia risposta in automatico è stata: “A parte parlamentari e governatori, nessuno…” Sì.
Perché auto blu, biglietti per il teatro di lorsignori, rimborsi, ferie pagate, agendine in pelle (di contribuente), pranzi, papafanie varie in giro per la pia Italia, sono anche a carico mio.
A carico mio, come di tutti coloro che purtroppo vivono in questo paese di santi, di eroi, di navigatori …di cognati, di nipoti,di figli di.
Poi arriva uno che si chiama Monti che guadagna oltre settantamila euro al mese e mi chiede un sacrificio. E che siamo nell’antica Grecia? Sacrifichiamo un precario o un disoccupato sull’altare di San Pietro? Perché non lo fa il premier questo sacrificio? Magari del politico più grasso: metto a disposizione il tavolo della mia cucina.
Poi ne arriva un altro, tedesco, vestito di bianco con al collo un crocifisso d’oro di due chili –che basterebbe solo quello a risolvere il problema della fame in Africa- che dice di esserci vicino. Ci dice che senza famiglia, non ci sarà né civiltà né futuro.
A potersela fare una famiglia.
”Dove c’è Pietro, c’è casa”- non era la Barilla?- ha dichiarato ultimamente.
E ci credo, sapete come si dice dalle mie parti? Cu avi un parrinu iavi u iardinu.
(Chi ha in famiglia un prete ha un giardino.) E aggiungerei: anche una casa esentasse. Datemi retta: vendetevi la casa e compratevi una cappella.
Poi una catena montuosa decide di venir fuori e distruggere [...]

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