Dialogo con un'associazione

Cari amici,anche se non vi conosco, sento di chiamarvi così e di dirvi "Bravi" per quello che fate.Ho letto sul sito dell'associazione la storia di Alessandro e mi sono commosso, ma al contempo mi sono posto una terribile domanda, quasi blasfema: ma se Dio ci ama, perchè ci fa soffrire.
Che bisogno ha Dio della nostra sofferenza?A volte mi viene il dubbio che la religione sia solo una costruzione mentale che ci creiamo noi per rendere meno dolorosa la realtà della nostra fragilità esistenziale ed accettare l'idea della nostra fine.Potete dirmi qualche parola di conforto e di speranza ad uno che vorrebbe avere la vostra fede e si scopre imbevuto di tragico razionalismo.Alessandro era un matematico: avrà mai avuto dei dubbi?Con affetto, Vincenzo Carissimo Vincenzo,sono Roberto Borri, uno dei soci fondatori dell'Associazione"Alessandro Mammucari", nonché amico di Alessandro.Innanzitutto ti giunga chiaro e forte il nostro grazie.Sentirci definire "bravi" non serve a cambiare la nostra fragilità comepersone, ma certamente ci permette di iniziare un dialogo con te.Cominciamo da Alessandro come matematico, perché si dà il caso cheanch'io dovrei appartenere a questa "specie".
Per un certo periodo,anzi, abbiamo camminato insieme negli studi universitari, pur essendoAlessandro di un paio di anni più grande di me e quindi avanti neglistudi.Per definizione chi lavora nell'ambito scientifico è immerso, più chenei dubbi, nel "dubbio".
Nel senso che è sempre alla ricerca di ciòche è, per capire quello che ci circonda, il senso di quello che stafacendo, etc.
Nulla per lui può mai presentarsi in maniera ripetitiva;Beh! Alessandro rientrava in tutto questo.Almeno fino a quando ha cominciato ad avvertire un bisogno più profondoche gli stava covando dentro: quello di farsi santo!Eppure, pur testimoniando un'esperienza spirituale e religiosa forte,Alessandro offre a ciascuno di noi, come uomo, come persona, direalizzarsi al di là di qualunque schema.
Voglio dire che inAlessandro non c'è più divisione di alcun tipo: giovane-vecchio,uomo-donna; ricco-povero; credente-non credente; sapiente-ignorante;etc; c'è solo e tutto l'essere umano che trova ragione della propriafragile natura, amandola fino allo stremo delle forze, pertrascenderla poi e arrivare all'espressione totale di sè.Ecco dunque come il razionalismo può diventare una risorsa, o come la religione non può in alcun modo essere una nostra costruzione.Dio non è altro da noi, e per comprenderlo occorre ridare senso allasofferenza, alle divisioni, alle difficoltà di [...]

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