Diana 2

          Solito punto di osservazione,  solito scorcio molto piacevole, di quelli che ti fanno viaggiare a ritroso, nei mondi fantastici delle terre di Avalon … come se Merlino e Morgana potessero ad un tratto sbucare da qualche viottolo, o Lancillotto e Re Artù, raccolti nelle loro pesanti e cigolanti armature, passeggiassero sui loro destrieri lungo la piazza.
    I profumi nell’aria sono più caldi, più forti oggi.
Le tinte più vivaci e gli animi dei passanti come persi in lontani azzurri marini.
Il sole bagna i ciottoli con ondate di fuoco … come uscite dalla bocca di un drago.
La fontana ciancia logorroica e le figure sedute lì intorno, come a rubar la bramata frescura.
Il telefono  interrompe l’incanto … di nuovo anonimo! -  Si?...
- Diana?...mi vede? … - un sospiro - … sono qua, davanti a lei … la fontana … -     La ventata calda a dar vita ai ricci incendiati … un messaggio nell’aria … la voce, quella … lo sguardo perso alla fontana … l’impetuoso vortice dove cadere … quella voce … una stoccata.
La figura di un uomo si staglia, imponente, accorcia le distanze.
La bollente emozione divampa, invade … dalle viscere alla testa … disperatamente scivola al basso ventre.
È lì.
Aura raggiante, fascino allo stato puro.
 -  Salve Diana, sono Paulo, Paulo Ayala … - le mani a prendere la sua per sfiorarla appena con le labbra, senza togliere lo sguardo adagiato sulle sue.                                                   - P-piacere … Diana … Detti … - un filo di voce, deglutendo a fatica, basita, con la faccia a pesce bollito.
Ogni parola da lui pronunciata è un passaggio di lingua in qualche parte del suo essere, ed ogni passaggio è un tornado allo stomaco, un maremoto al cuore, un diluvio nella testa, la tempesta fra le gambe … pare che Nettuno abbia preso di mira il suo corpo! -  Posso darte del tu?… escusame se rubo il tuo tempo, me sono liberato solo ora … - - Bah … bene … n-non preoccuparti! - il viso arrossito rivolto chissà dove per non vedere ed essere vista … ma sono impazzita! Come e cosa sto blaterando … -  Posso invitarte a cena, questa sera, vorrei parlarte del lavoro che dovrai fare per me … - - Si … certo … stasera … b-bene … - la perfida agitazione improvvisa  s’insinua e dilaga a più non posso … come i temporali d’estate ai tropici … mezz’ora prima fai la lucertola sulla battigia, mezz’ora dopo la fuga degli inzuppati.
Qui però niente fuga, qui le [...]

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