Die Hard - Vivere o morire

L'attore Bruce Willis è tornato a vestire i panni dell'agente John McClane, il personaggio nato più di vent'anni fa nel primo "Die Hard", conosciuto in Italia con il titolo "Trappola di cristallo".
In "Die Hard - Vivere o morire" la minaccia dei terroristi è aggiornata al ventunesimo secolo: il pericolo arriva da un gruppo altamente informatizzato, e al fianco di McClane c'è Matt Foster, interpretato da Justin Long, nei panni dell'hacker informatico che lo assiste nella missione.
A essere in pericolo è anche Lucy, che all'epoca dei primi film era una bambina di cinque anni che aspettava che il padre tornasse a casa e ora è una ragazza che va al college.
Fa parte del cast anche un attore nostrano, Edoardo Costa.
Il film uscirà in Italia a settembre.
Il quarto episodio di uno dei film polizieschi più famosi d'America è ambientato ai giorni nostri, basato su un ipotetico attacco cyberterroristico.
Il film si sviluppa attorno a John McClane (Bruce Willis) e al figlio.
Quest'ultimo è un esperto hacker ideatore dell'idea che i terroristi metteranno in atto...
Quando un gruppo di cyber-terroristi stacca la spina degli U.S.A., gettando l'intero paese nel panico, le autorità federali e l'esercito brancolano letteralmente nel buio.
Il veterano John McClane, ancora una volta nel posto sbagliato al momento sbagliato, si troverà così a dover affrontare una minaccia globale da parte dei propri storici nemici giurati: terroristi e tecnologia.
L'agente di polizia più coriaceo in circolazione, avvalendosi in questa occasione dell'aiuto di un giovane pirata informatico, può aver perso il pelo ma non il vizio di prendere di petto le situazioni, e conosce sempre e solo un modo di raddrizzare le cose: di prepotenza.
Nell'era dei sequel anacronistici, quella per intenderci in cui Rocky Balboa delude e Rambo 4 è sulla buona strada, la notizia è che Die Hard - Vivere o Morire soddisfa le aspettative.
Bruce Willis torna a impersonare l'eroe che gli ha regalato la notorietà, John McClane, e lo fa da maestro, fondendosi completamente con il personaggio in un contesto attento e coerentemente sbruffone: niente più trappole di cristallo o aeroporti, sulla scia di Die Hard 3 gli spazi si aprono definitivamente per regalare al personaggio una libertà di movimento tale da renderlo completo.
Lasciando da parte ovvie quanto tediose letture relative ai tempi che corrono e varie interpretazioni più o meno interessanti, è sicuramente più pertinente sottolineare che sotto la regia dell'aitante Len Wiseman l'azione fa ancora una volta la [...]

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