Diego (ri)portaci in alto!

A Vinovo stanno già provvedendo ad erigereuna statua in suo onore e il sindaco di Torino è in procinto di consegnargli le chiavi della città.
Luigi Delneri è riuscito nell'ardua impresa di "resuscitare" il "Panda" e trasformarlo in un giocatore nuovo.
Lo scorso anno il brasiliano aveva acceso una fiamma ardente nel cuore dei tifosi con la sua personale "marcia" su Roma.
Con le prestazioni successive però, questa fiamma si è ridotta, tanto da diventare una semplice scintilla.
Oggi invece Diego Ribas da Cunha ha in serbo un vero e proprio falò per i suoi tifosi.
Assist, dribbling, giocate incredibili, passaggi impossibili e soprattutto tanti gol.
Insomma un vero e proprio "colpo di mercato" per Marotta, forse l'unico che abbia fatto davvero un botto fino a questo momento.
Questo sembra l'anno giusto per Diego, spetterà principalmente a lui (o meglio, alla sua testa e ai suoi piedi) riportare in alto la Juventus.
Un compito difficile, ma non irrealizzabile.
Giorno dopo giorno Diego migliora, a Pinzolo i tifosi bianconeri hanno occhi solo per lui e la Juventus se lo coccola dichiarandolo incedibile.
Sembrava sul punto di partire, con le valige già in mano al Torino-Caselle.
Invece Marotta ha fermato tutto, è andato a riprenderlo all'aereoporto e lo ha riconsegnato nelle mani di Delneri.
Sempre al tecnico bianconero spetterà l'altro (e forse il più difficile) "sperduto", ossia Felipe Melo.
Se il tecnico di Aquileia riuscirà anche in questa impresa, la laurea in "stregoneria calcistica" non gliela toglie nessuno per aver riportato Melo sulla Terra e soprattutto per aver rivitalizzato Diego.
Il presidente Andrea Agnelli ci teneva molto al recupero del brasiliano, anche lui voleva (come suo zio e suo padre) un fuoriclasse per portare in alto la sua Juventus.
I nostalgici ricorderanno che non è la prima volta che accade un evento del genere in casa bianconera: un certo Michel Platini era destinato a partire dopo il suo primo anno (sotto ogni aspettativa) alla Juve, salvo poi vincere praticamente tutto con la maglia bianconera e diventando il principale artefice dei successi della Vecchia Signora.
La storia si ripete? Difficile dirlo, meglio evitare simili paragoni (blasfemi quasi).
Anche allora c'era un Agnelli però...

Leggi tutto l'articolo