Dietro lo sfarzo della nuova 500 (e non solo)

Grande festa, sfarzo e mega lancio pubblicitario con spese folli per il ancio della nuova Fiat 500.
E alla faccia di politiche redistributive, di sviluppo cooperativo e di politiche comuni europee, l’utilitaria che segnerà il rilancio della casa automobilistica torinese è stata fabbricata in Polonia, dove gli operai ricevono stipendi da fame.
Ossia 380 euro al mese per i polacchi che costruiscono una Fiat 500 (ma lo stesso vale per altre case automobilistiche: 270  per gli slovacchi che assembrano Toyota, Peugeot, Citroen.
Certo,.questi stipendi, nei rispettivi paesi, sono dignitosi, ma sono al di fuori delle logiche di altri paesi europei (non troppo distanti dalla Polonia), con il rischio di tagliare fuori i nuovi arrivati nell’UE, con il rischio di inevitabili forti tensioni sociali.
Tensioni che portano - come già successo in molte fabbriche automobilistiche dei Paesi dell'Est a una richiesta semplice ma - per certi versi - pazzesca: raddoppiare la paga degli operai.
Una cosa che ovviamente potrebbe destabilizzare i conti economici di molte aziende ma che vede lavoratori e sindacati molto compatti.
Non va dimenticato che, anche a loro, scorrono continuamente sotto gli occhi le immagini dei successi commerciali, dei fatturati record e dei trionfi di queste macchinine sulla scena internazionale.
E oltre al danno la beffa: in Slovacchia, Polonia e in tutti i Paesi dell'Est, le modernissime city car sono regolarmente a listino, anche se ovviamente a prezzi impossibili per i poveri operai.
I calcoli sono impressionanti: il costo di una 500 equivale a due anni e mezzo di lavoro di un operaio che la costruisce…

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