Dimenticate le urne: ecco perché non si andrà a votare (anche se cade il governo).Da oggi al 26 maggio i tessitori di Palazzo si metteranno in moto alla ricerca di nuove maggioranze, ammesso non abbiano già cominciato a farlo da un bel po’

Dimenticate le urne: ecco perché non si andrà a votare (anche se cade il governo)
Non le vogliono i partiti, Lega a parte, che perderebbero un mare di voti. Non le vogliono i parlamentari, che tornerebbero a casa. Non le vuole il Colle, preoccupato della successione al Quirinale. E non le vuole nemmeno Salvini, in fondo. Vale l'antica regola: governi brevi, legislature lunghe
C’è una regola non scritta, nella politica italiana: i governi hanno vita breve, le legislature hanno vita lunga. Tradotto: siamo il Paese in cui se cade un governo non si torna mai alle urne, perché una maggioranza alternativa si trova. È successo nel 1995 con la rottura Berlusconi-Bossi che portò al governo Dini. Nel 1997 con Rifondazione che toglie il sostegno a Prodi e apre la strada al Governo D’Alema (entrano in maggioranza Mastella e Cossiga). Nel 2011, con Berlusconi sostituito da Mario Monti. L’unica volta che non è successo, nel 2008 con la caduta di Prodi e le elezioni stravinte da Berlusconi, è stat...

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