Dino Giacobbe

DINO GIACOBBE:  IL COMBATTENTE PLURIDECORATO E INTERVENTISTA NELLA PRIMA GUERRA CHE DIVENIA PACIFISTA RIVOLUZIONARIO.
-La famiglia Felice Angelo Armando Giacobbe, noto Dino, nasce a Dorgali  il 14 gennaio 1896, da padre genovese Giacomo Fortunato, agente delle imposte e da madre sarda, Simonetta Sechi Marras di una ricca famiglia di Bosa.
Era il quinto di una schiera di 12 figli, quattro dei quali morirono bambini.
E una sorellina di 3 anni, Rina, morirà ali inizi del 1917 quando sia Dino che il fratello maggiore Ottorino, si trovavano sotto le armi.
Lo stesso anno in cui nacque Dino, il padre fu trasferito a Cagliari, dove rimase due anni.
Da Cagliari fu trasferito a Isili (dove frequenta la 1° elementare) e nel 1902 la famiglia si trasferisce a Sassari dove fa tutte le scuole dalla 2° elementare fino alla licenza liceale che consegue nell’ottobre del 1914.
Con una brevissima parentisi a Venezia.
Ecco come la descrive Giacobbe :“Nel 1911 zio Silvio, fratello di mia mamma, mi aveva chiamato presso di sé a Venezia.
Quell’anno facevo la Quinta ginnasiale.
Mi iscrissi al Marco Foscarini, dove insegnavano Zenoni e Faifofer, famosi il primo per la Sintassi latina, il secondo per l’Algebra.
Ma non vi durai più di un paio di settimane perché non ci volle più che tanto per esasperare con il mio carattere di selvaggio zio Silvio, costringerlo a picchiarmi e deciderlo a rimandarmi sen’altro in famiglia” 1.
Il padre viene definito dalla figlia di Dino, Simonetta, un «socialista nascosto» .
E così risulta anche da delle carte inedite in cui Dino Giacobbe scrive a proposito dell’arrivo del padre a Dorgali:”Non c’è bisogno di dire che «sos prinzipales», mentre fin dal suo arrivo costà lo colmarono di cortesie e di queste non furono mai avari durante tutta la sua permanenza ivi, quando si resero conto che non potevano fare di lui uno strumento ligio ai loro interessi e pronto eventualmente a fare per essi qualche piccola scorrettezza, incominciarono a sussurrarsi l’un l’altro in un orecchio che «il sig.
Giacobbe era un socialista».
La loro sola maniera di qualificare uno che non era con loro….qualcuno si fece un dovere di soffiarla anche sull’orecchio di qualche suo superiore…”.
Tanto ch tale nomea “lo accompagnò per tutta la vita e fu sicuramente la causa del fallimento della sua cerriera (effettivamente da allora in poi, per 30 anni, fino al congedo non ebbe mai più nessuna promozione” 2.
Il nonno di Ovada (Alessandria), artista e scultore è un patriota risorgimentale che lascia il [...]

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