Dio o mammona?

Testi liturgici della XXV Domenica del Tempo Ordinario:  Am 8,4-7; Sal 112, 1-2.4-8; 1Tm 2,1-8; Lc 16,1-13.
  Se domenica scorsa le parabole della misericordia ponevano in primo piano l’atteggiamento misericordioso, unico e originale di Dio, oggi la Parola di Dio concentra la nostra attenzione su ciò che siamo chiamati a fare (“Che farò?” Lc 16,3), sulla nostra vocazione a “diventare” come è Lui.
Gesù, Parola eterna del Padre, ci india la via e lo fa raccontandoci un’altra parabola, quella dell’amministratore astuto.
La parabola ha il suo culmine nell’elogio che Gesù fa di questo amministratore disonesto: “Il padrone lodò quell’amministratore disonesto perché aveva agito con scaltrezza” (Lc 16,8).
Questa parabola provoca in noi una certa meraviglia perché si parla di un amministratore disonesto che viene lodato.
E’ certamente un disonesto, ma astuto! Che cosa vuole dirci Gesù? Ci vuole forse invitare alla disonestà, alla frode, a soddisfare la nostra smania di possesso? No, naturalmente.
Infatti nella prima lettura il profeta Amos denuncia questo atteggiamento disonesto, molto diffuso ai suoi tempi, così come oggi.
Dio – dice il profeta- non sopporta chi calpesta i poveri e stermina gli umili (cfr.
Am 8,4).
Il suo sguardo si posa sul povero che lui stesso solleva dalla polvere per farlo sedere tra i principi del popolo (cfr.
Sal 112, 7-8).Il Vangelo non ci presenta, dunque, l’amministratore come modello da seguire nella sua disonestà, ma come esempio da imitare per la sua previdente scaltrezza.
La vita è in verità sempre una scelta: tra onestà e disonestà, tra fedeltà e infedeltà, tra egoismo e altruismo, tra bene e male.
“Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro”.
In definitiva, dice Gesù, occorre decidersi: “Non potete servire a Dio e mammona” (Lc 16,13).
È necessaria quindi una decisione fondamentale - la scelta tra la logica del profitto e la logica della condivisione e della solidarietà.
Ciò che Gesù vuole dirci è che ognuno di noi deve sentirsi semplice “amministratore” e non padrone.
Tutto ciò che abbiamo, a cominciare dalla nostra stessa vita, è dono di Dio.
Noi dobbiamo solo agire secondo la sua volontà che Gesù ci ha rivelato: Lui stesso “da ricco si è fatto povero – ha incarnato la logica della condivisione e della solidarietà – per farci ricchi”(cfr.
1Cor ).
La nostra vera ricchezza è amare Dio e i fratelli, nelle nostre piccole [...]

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