Diritti e salute nella Capitale. La metà dei rifugiati per le strade di Roma non è iscritta al servizio sanitario nazionale

Rifugiati a Roma, almeno 2500 vivono per la strada o in case occupate Sono almeno 2500 i rifugiati che nella capitale non hanno un posto in accoglienza, né una casa e vivono in baraccopoli oppure in grandi edifici occupati e sovraffollati.
Ai grandi insediamenti occupati, come la Romanina dove si trovano alloggiate mille persone, la Collatina dove ce ne sono 500 e il palazzo dell’ex Ispra di Piazza Indipendenza che ne contiene 500 fra cui molte donne e bambini, si sono aggiunti tanti micro insediamenti con condizioni invivibili.
Fra questi ultimi, Ponte Mammolo e Colle Oppio, dove ci sono rispettivamente 100 e 50 persone.
Molti sono costretti a dormire nelle stazioni metropolitane come Termini e Ostiense.
A lanciare l’allarme in occasione della giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati è l’associazione Medici per i diritti Umani che opera prevalentemente nelle città di Roma e Firenze, dove assiste persone senza dimora.
Secondo Medu si tratta di migranti forzati che però non riescono a entrare nei circuiti di accoglienza statali o comunali.
I dati si basano sull’attività dell’unità mobile dell’associazione fino a fine 2013.
La situazione è peggiorata in modo esponenziale, considerato che i numeri di giugno 2013 attestavano 1500 rifugiati costretti a vivere per la strada.
Sui 731 pazienti visitati dai Medici per i diritti umani tra la stazione Termini, la stazione Ostiense e il centro di prossimità di Tor Marancia, l’87% era di nazionalità non comunitaria e il 56% era richiedente asilo o titolare di protezione internazionale.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza, i più frequenti sono il Mali, il Gambia, la Guinea, la Costa d’Avorio, la Somalia e l’Eritrea.
“ “Sono particolarmente significativi i dati delle stazioni Termini e Ostiense” spiega Alberto Barbieri, coordinatore di Medu.
A Termini i pazienti titolari di protezione o richiedenti sono stati 72, pari al 44% del totale.
Di questi, 30 erano richiedenti asilo, 22 avevano la protezione umanitaria, 12 quella sussidiaria e 8 l’asilo politico.
Alla stazione Ostiense 29 i richiedenti asilo, 7 con il permesso di soggiorno per motivi umanitari, 22 con lo status della protezione sussidiaria e 14 titolari dell’asilo politico.
In totale 72 persone, cioè il 37% del totale pazienti di Ostiense, erano titolari o richiedenti asilo politico.
Nel complesso, risulta che la metà dei rifugiati incontrati da Medu per le strade di Roma non è iscritta al servizio sanitario nazionale, pur avendone diritto, nonostante la maggiorparte sia in [...]

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