District 9

Regia: Neill Blomkamp Sceneggiatura: Neill Blomkamp, Terri Tatchell Cast: Sharlto Copley, David James La storia di come nasce District 9 sembra quasi una bella favola per bambini.
C'è questo Neill Blomkamp, 30 anni, che nella sua vita ha girato tanti corti.
Corti di successo, sicuramente, ma che nel cinema "vero" non ha mai messo piede.
Poi c'è Peter Jackson, sì, proprio quello de Il Signore degli anelli, che per caso si ritrova a vedere uno di questi corti, chiamato Alive in Jo’burg.
E se ne innamora.
Dice fra sè e sè: questo Blomkamp ha talento, bisogna dargli l'opportunità di entrare nel mondo del cinema con un film.
Quindi lo contatta, gli fornisce 30 milioni di dollari e gli dice: prendi spunto dal tuo bellissimo corto e fanne un film completo.
Ricordo che prima di entrare in sala avevo notato che sulla locandina è scritto addirittura prima il nome di Jackson che non quello di Blomkamp, e questo è sicuramente strano.
Vedendo il film però ho capito: questo District 9 è sì prodotto da Peter Jackson, ma è anche stato fortemente influenzato dal suo modo di fare cinema.
Intendiamoci, osservare che un produttore prende delle decisioni all'interno del film che produce è un po' come scoprire l'acqua calda, ma qua il fenomeno è particolarmente evidente perchè si conosce bene il signor Jackson.
Chi ha avuto modo di vedere i suoi film prima dell'avvento della triologia di Lord of the rings sa bene che il regista neozelandese ha sempre avuto un'inclinazione splatter per il proprio cinema -se avete visto Bad Taste capite cosa intendo- e questa si ritrova abbondantemente anche qui.
Unite questo aspetto all'interessamento che ha sempre avuto anche per il cinema che tratta generalmente di "alieni" e il gioco è fatto: questo District 9 sembra quasi girato più da Peter Jackson che non da Neill Blomkamp.
Il risultato di questo "incontro di visioni", indipendentemente da chi ha influito di più, è comunque molto buono.
Nonostante il rapporto alieni/immigrati -nel nostro paese ma come anche in altri- venga subito alla luce dopo pochi minuti di visione, il film riesce comunque a sfuggire agilmente ai possibili risvolti drammatici che la storia potrebbe prendere se ci si lasciasse troppo andare a questo tema.
La prima parte del film è infatti piuttosto "fredda", girata in stile documentaristico e con un ritmo piuttosto lento.
Si entra nel vivo dell'azione dal momento in cui il protagonista Wikus Van De Merwe -interpretato da un ottimo Sharlto Copley, il film si appoggia quasi totalmente su di lui- inizia la sua [...]

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