Djokovic non si ferma: è il terzo Australian Open consecutivo !

 E sono 3 consecutive ! Novak Djokovic diventa il primo tennista dell’era Open ad aggiudicarsi per tre volte consecutive l’Australian Open.
Un risultato eccezionale per un tennista che vince il sesto Slam, che molto probabilmente non sarà l’ultimo in carriera.
Eravamo rimasti alle semifinali, che tutto sommato non hanno tradito i pronostici.
Djokovic ha letteralmente passeggiato contro Ferrer, che da domani salirà al quarto posto nella classifica mondiale.
E’ paradossale, ma dei primi 8 giocatori al mondo probabilmente Ferrer è attualmente quello con meno possibilità di vittoria contro Djokovic, Murray o Federer.
Tennisti come Berdych, Tsonga e Del Potro, se in giornata di grazia, possono davvero vincere o comunque andarci vicino.
Lo spagnolo semplicemente non ha le armi adatte, e deve la sua posizione in classifica (assolutamente meritata comunque !) alla sua straordinaria continuità.
Insieme a Davydenko è uno dei pochi top player che in carriera non è mai riuscito a centrare una finale Slam, e a meno di clamorosi flop da parte dei Big, sarà difficile centrare questo traguardo.
Nell’altra semifinale invece ci si attendeva guerra, e guerra è stata.
Murray è stato semplicemente troppo bravo al servizio.
Federer, come ha ammesso lui stesso in conferenza, è stato costretto a inseguire per tutto il match.
Eppure lo svizzero ha tirato fuori energie che nessuno gli avrebbe accreditato, e ha rimesso su una partita già chiusa.
La vittoria nel quarto set ha mostrato due aspetti.
La prima è il cuore di questo tennista che non vuole saperne di ritirarsi e lasciare il palco ai suoi più giovani colleghi, che a 31 anni e mezzo ci ha regalato un grandissimo match di oltre 4 ore.
Perché, ricordiamolo, la differenza di 6 anni tra Federer e Djokovic e Murray si sente, e molto.
La si è sentita nel 2006-2007, quando Roger era il re indiscusso nel circuito e le due promesse del tennis mondiale, nei match al meglio dei 5 soprattutto, non avevano ancora l’esperienza e le armi per competere.
La si sente da un paio di anni a favore di Nole e Andy, decisamente a un livello superiore dal punto di vista fisico.
Chissà, senza la maratona con Tsonga forse Roger avrebbe avuto qualche energia in più nel quinto set, dove invece è crollato (un po’ come accade in finale nel 2009 contro Nadal).
La seconda è la mancata capacità di Murray nell’ammazzare le partite, qualità che dovrà necessariamente acquisire se vorrà spodestare Djokovic dal trono mondiale.
E probabilmente, con un maggiore cinismo oggi la finale [...]

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