Dock the hall

D'accordo, è inutile.
Sospendiamo ogni tormento: come insegna il Macbeth, ciò che deve accadere accade "without my stir" (ancorchè certo, se io avessi evitato tante sciocchezze pregresse, le cose sarebbero meglio procedute).
In ogni modo, è natale.
Tempo di addobbi, di cucina e bacetti.
Eccovi perciò il menù della mia cena di tutti gli anni - l'avvenimento mondano che più di ogni altro mi ha rinfrancato:ANTIPASTIPatè di salmoneInsalata invernale (radicchio rosso, indivia, ceci, melograno)Crema di formaggi alle erbePRIMO PIATTOCappellacci di magro al formaggio caprinoSECONDICotechinoVitello tonnatoCONTORNISpinaci e cipolline stufatiDOLCITorta di mele speziata "Vassilissa" servita con:crema inglesecrema ganachecoulis di fragoleananas pasticceria secca (meringhe, novarini)Solo a leggerlo, mi calmo...Mia madre ha comprato il vischio.
Io stasera farò la pasta e i baci di dama per il 24.
Nel frattempo, leggo "Aracoeli", e mi sento una nanetta, di fronte allo stile della Morante (tra i pochi scrittori italiani per cui abbia sempre avuto un debole - "Aracoeli" è l'unico romanzo che mi mancava) così meraviglioso ed accurato.
Fa freddo: ed è bello stare a letto a leggiucchiare e mangiare mele a morsi, come Jo.
Devo, ahimè, comprare ancora ben due regali.
Poi tutto sarà fatto.
Sì, il Natale mi piace molto.
Chissà, potrei anche farcire una faraona a caso.
Bacio a tutti e TANTI AUGURI.
Vassilissa.

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