Domenica 25 Aprile, IV di Pasqua

Gli obblighi del cristiano      Domenica 25 Aprile, IV di Pasqua    Vangelo   Gv 10,27-30   In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io dò loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre.
Io e il Padre siamo una cosa sola».
  Meditazione   Siamo abituati a vedere nella nostra fede un compito da assolvere: sono cristiana/o, quindi debbo fare questo o quello.
L?elenco è lungo: dalle preghiere alle opere buone; dai ?fioretti? all?elemosina; dalla Messa alla Confessione.
Non soddisfatti delle sole pratiche più comuni, alcuni ancora più fervorosi aggiungono altri impegni o preghiere che, secondo loro vanno assiduamente compiute, pena il non raggiungimento della vita eterna.
Più che una fede la nostra sembra essere una pratica morale, un lungo elenco di ?devi fare?, a volte accompagnato da un avvertimento più o meno velato, ?altrimenti non andrai in cielo?.
La morale cristiana non è un errore.
Ma per essere veramente cristiani si deve avere il giusto fondamento: la consapevolezza che noi siamo il dono di Dio Padre al Figlio.
Noi siamo salvati definitivamente.
Seguiamo la voce di Gesù come meglio possiamo e sappiamo che, se ci perdiamo, Lui ci verrà a cercare.
Non possiamo andare perduti.
Non possiamo essere rapiti da nulla e da nessuno.
Il nostro piccolo e misero contributo quotidiano non è in nessun modo equiparabile a quanto Dio ha fatto per noi.
Non possiamo ?guadagnarci? il cielo, non possiamo ?comprare? per noi l?amore di Dio con preghiere ed opere buone.
Noi possiamo solo ringraziare per quello che ci è stato donato, per la salvezza che abbiamo ricevuto, per la sicurezza di essere nelle sue mani.
Questa consapevolezza ci renderà liberi e sicuramente più felici.
Da questo atteggiamento scaturiranno opere buone e preghiere di lode in modo semplice e spontaneo, non perché ?dobbiamo?, ma perché le desidera il nostro cuore.
  Preghiera   «Ho cercato Dio con la mia lampada così brillante che tutti me la invidiavano.
Ho cercato Dio negli altri.
Ho cercato Dio nelle piccolissime tane dei topi.
Ho cercato Dio nelle biblioteche.
Ho cercato Dio nelle università.
Ho cercato Dio col telescopio e con microscopio.
Finché mi accorsi che avevo dimenticato quello che cercavo.
Allora, spegnendo la mia lampada, gettai le chiavi, e mi misi a piangere...e subito, la Sua Luce fu in me...» (Angelus Silesius) [...]

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