Domon Ken: il realismo giapponese a Roma

È la prima esposizione monografica realizzata all’estero per l’indiscusso maestro del realismo fotografico giapponese.
Domon Ken racconta per immagini i cinquant’anni di storia che hanno cambiato per sempre il volto dell’Impero del Sol Levante.
Museo dell’Area Pacis, Roma – fino al 18 settembre 2016.
Sofferenza e tenacia hanno dato forma all’esistenza di Domon Ken Se la prima ha marcato la sua vita costringendolo a una progressiva inabilità, la seconda lo ha consegnato alla storia, primo tra i suoi rivali nel fotogiornalismo giapponese.
L’allestimento della mostra presenta questa sezione come un’esperienza a parte, un viaggio nel buio in un labirinto posto al centro dello spazio espositivo, come fu vissuto da Domon nella sua permanenza di cinque mesi nel cratere atomico, durante il 1957.
Più volte dovette interrompere il suo lavoro a causa dei gravi problemi di salute per i quali era già stato riformato dall’esercito e che mano a mano si andavano acuendo.
Eppure, grazie alla caparbietà che lo animava, documentò con circa ottomila negativi la tragedia dei sopravvissuti, dolenti, sfigurati, morenti.
Raccolte in due volumi, pubblicati nel 1958 e nel 1978, queste immagini hanno rappresentato una tappa fondamentale nel cammino verso la contemporaneità in Giappone e sono state insignite, nel 1960, del Premio internazionale della fotografia di reportage.
Ma l’interesse per il realismo sociale pervade tutti i lavori di Domon, esponente riconosciuto di un pensiero che pone al centro la realtà come materia viva, concreta e oggettiva.

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