Dopo lo sciopero generale........

Si è svolto lo sciopero generale della sola CGIL contro le politiche economiche del governo.
La CISL e la UIL non hanno partecipato, lasciando sola l’altra organizzazione, con l’intento oramai palese di costringere la CGIL all’isolamento tra i lavoratori e a dare nutrimento alla storica vocazione di gestire il movimento sindacale con il freno a mano tirato e consolidare una strategia di gestione di importanti settori clientelari del rapporto tra governo e parti sociali.
Continuano le crisi carsiche dell'unita' sindacale che condizionato l'opposizione dei lavoratori all'arroganza del potere esercitato dalle imprese e dai governi conservatori.
CISL e UIL oramai parlano d’altro, lasciando nelle mani di altri il futuro dei lavoratori.
Scelgono la strada del sindacato contemplativo, che si interroga all’infinito sulle ragioni della crisi, del sindacato che lascia diventare artificio la contrattazione, facendo dello stesso un fine e non un mezzo.
Al suo interno, la CGIL deve misurarsi con anime tra loro incompatibili, comprese tra posizioni di radicalismo estremo e altre di timida moderazione provocata dal travaglio delle diverse anime riformiste che, con grande difficoltà, guardano ad un’azione di traghettamento di un riformismo sociale compatibile con gli interessi di partito del pds,ds,pd e delle sue involuzioni sui temi del lavoro.
Ma la CGIL  ha capito quando sia grave la crisi e la poca credibilità di questo governo.
In diverse stagioni di lotta, il piu' grande sindacato del Paese ha giocato difficili confronti con i governi,  sostenuto scontri aspri con le controparti sulla rivendicazione salariale, sugli orari di lavoro, sui diritti sindacali,  ha vinto tante battaglie e altrettanto ne ha perso.
Se qualche fattore si può imputare a questa confederazione vi è quello di aver  prestato poco attenzione al tema  generale dello sviluppo mondiale, alle analisi sulla possibilità di un diverso  sviluppo e della conseguente riconversione dell'impresa su questioni decisive quali l'innovazione nella ricerca in strade compatibili con le tematiche ambientali e della salvaguardia dei beni primari come acqua, terra, risorse energetiche.
Di essere stata in ritardo sui temi della globalizzazione e sulla gestione delle risorse mondiali.
 Il disastro della recessione economica mondiale, avvertita universalmente da milioni di nuovi poveri, costringe tutti, ma specialmente la sinistra, a ripensare acriticamente di aver consentito, cedendo per una sorta di sopravalutazione dell’etica della responsabilità, a credere [...]

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