Droga a Milano, gioco d'azzardo a Roma così i clan vanno...

Edizione BENEVENTO 10/09/2010 Droga a Milano, gioco d'azzardo a Roma così i clan vanno alla conquista dell'Italia Relazione della DIA sulla camorra: ecco la mappa degli affari extra-regionali Daniela De Crescenzo La camorra mina ogni prospettiva di «ordinato sviluppo economico».
In Campania, ma non solo.
Le attività imprenditoriali dei clan, infatti, si stanno estendendo in maniera sempre più prepotente al resto della Penisola e in alcuni Paesi europei: lo sottolinea la relazione della Dia sull’attività svolta nel secondo semestre del 2009.
Secondo la direzione antimafia sarebbe proprio la crescente capacità di accumulare capitali e di investirli in attività apparentemente lecite, la più preoccupante delle nuove cifre dei clan.
Ma la Dia non si limita a enunciazioni generali: nella loro relazione, infatti, gli investigatori disegnano la mappa degli investimenti mafiosi regione per regione.
Con un avvertimento: è proprio il profumo dei soldi a tenere uniti i clan e a evitare, soprattutto nel casertano e nel napoletano, gli spargimenti di sangue che pure hanno macchiato queste terre negli anni passati.
È scritto nella relazione: «Si tratta spesso di una presenza camorristica che declina dalle azioni scopertamente violente ed eclatanti e che opera in maniera funzionale al tipo di attività illecita praticata».
Spesso i boss si impossessano di società gestite da imprenditori che non riescono a far fronte ai prestiti usurai erogati dagli stessi clan.
Un metodo collaudato che in un momento di crisi può far crescere enormemente la penetrazione mafiosa nel tessuto economico.
Le Regioni dove forse l’infiltrazione è più capillare sono il Lazio e l’Emilia Romagna.
A Roma operano i Senese da sempre legati ai Moccia di Afragola: i loro interessi spaziano dal settore della ricettazione dei preziosi all’abusivo esercizio dell’attività finanziaria, al gioco d’azzardo e al mercato delle autovetture.
Senza dimenticare le rapine.
Sul litorale romano, e soprattutto ad Acilia, i casalesi, in particolare quelli legati al latitante Antonio Iovine, gestiscono le sale da gioco.
In provincia di Frosinone agiscono i casalesi, ma anche gli Esposito di Sessa Aurunca, i Belforte di Marcianise e i Di Lauro di Secondigliano, mentre gli Schiavone, i Del Vecchio, i Mallardo e i Belforte si danno da fare per conquistare spazio nel mercato ortofrutticolo di Fondi.
In Emilia da tempo le attività investigative hanno fatto emergere la presenza di sodalizi contigui a gruppi camorristici che si interessano dello spaccio di [...]

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