Dubuffet a Lucca

Qualcosa si muove in una città sonnacchiosa, Lucca, sempre più chiusa dalle sue antiche mura e nuovi varchi telematici.
Qualcosa che parte da coraggiose iniziative private (chi dobbiamo ringraziare per l'ottima funzione che sta svolgendo lo splendido Lu.C.C.A.
, l'unico museo di arte contemporanea della città?) e che da proposte di stimoli artistici investe la sfera più complessa della cultura tutta.
La mostra di "Dubuffet e l'Italia" è davvero importante e tutta da fruire.
Si esce dal museo arricchiti dall'effetto di immagini stimolanti che hanno lasciato tracce nel nostro immaginario e nel nostro sistema di conoscenze.
Si esce con la voglia di saperne di più di un artista, di un movimento artistico, dei percorsi culturali che l'arte vera sa indicare.
Insomma, il pensiero e le riflessioni sono stimolate, e ciò non è poco in un contesto culturale talmente deprivato dove si sa discutere solo di calcio e di escort di alto bordo...
( tutt'altro che la vecchia berlina della Ford).
Un ruolo forte, dunque, del museo Lu.C.C.A.
nell'ottica di sprovincializzazione di una città diffidente del nuovo come Lucca, un ruolo che auguriamo possa apparentarsi a quello altrettanto encomiabile del Palazzo Blu di Pisa, ancorchè con scelte tematiche differenti.

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