Due eventi musicali: al Lyceum club di Firenze ed all'Oratorio del Carovita a Roma. Gesta italiche

Post 696   Due eventi musicali  amo qui ricordare, tra i  più belli regalatimi da questo scorcio di autunno avanzato.
Ad Eleonora Negri, dotta responsabile della sezione musicale del fiorentino Lyceum club internazione che  ha sede in via Alfani nel nobile Palazzo Giugni, il merito di aver ricondotto il 21 Novembre alle luci della ribalta il nostro caro Antonino Riccardo Luciani, intimissimo di Frau Musika, più vivo e vigile che mai a dirci da par suo, con la chiarezza l’informazione la profondità che lo contraddistinguono, de La caduta dell’impero tonale.
Il maestro Luciani, ultimo in ordine di tempo dei grandi discepoli di Rosario Scalero, ci ha fatto assistere, a partire dal Tristan und Isolde wagneriano e via via attraverso Satie, Ravel, Mahler, Strawinskji, Bartock, Webern, Schömberg, Berg  und so weiter, alla progressiva dissoluzione dell’impero della tonalità ed all’invasione dei “barbari”, le “avanguardie” certe, o solamente illuse?, di rinvigorire col loro giovane sangue le vene del gigante morente.
Da Wagner a Stockausen  abbiamo assistito, con la guida di Riccardo, al tentativo di Frau Musika, non più solo puro ébranlement nerveux ma via privilegiata all’essenza, di aprirsi nuove strade all’interno di quell’assoluto che resta il suo regno, verso un novello polý pelogos tou Kaloù oltre la sua possibile, ormai fatale e forse auspicabile, ridissoluzione nell’Urklang da cui con Iddio prese l’abbrivo.
  * “Entropie armoniche”, il coro fondato e diretto da Claudia Galli, non cessa di stupire.
Per concludere le celebrazioni del suo ventennale, il primo dicembre ha scelto un luogo prestigioso, quell’oratorio del Caravita che del complesso del gesuitico Collegio Romano è un gioiello; ed ha chiamato a con-festeggiare quattro cori amici: il “Cantering”  di Dodo Versino, il “Note blu” di Marina Mungai, il “Colacicchi” di Luciano Fontoni, succeduto al fondatore Domenico Cieri figura di spicco nel mondo della vocalità laziale, il “Claudio Casini”, dedicato al  grande musicologo e storico della musica, prof  a Tor Vergata e  troppo presto scomparso,  di Stefano Cucci.
Cinque cori, cinque storie, cinque stili, cinque autodeterminazioni dello Spirito nel suo farsi lirico, cinque splendide realtà che onorano l’ancora ricca, nonostante tutto, cultura musicale romana.
Tutti i generi sono stati rappresentati, dai più classici ai più moderni, dai sacri ai profani (ma tutto in arte, se è arte, è sacro) in esibizioni prima singole, poi di ciascun gruppo in [...]

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