Dunkirk

Maurizio Cabona
Dunkirk
In politica, dunque in guerra, determinante è il nemico, come insegna Carl Schmitt. Ma nell’ambizioso film Dunkirk di Christopher Nolan (uscirà in Italia giovedì 31) il nemico di una battaglia essenzialmente aereo-navale è rappresentato solo da tre caccia Messerschmitt e da un unico bombardiere Heinkel, i cui piloti non hanno volto. I tedeschi s’intravvedono solo alla fine, con volti volutamente sfocati.
Rappresentare così - quasi in contumacia dei vincitori - la sconfitta subita dalla Francia e dalla Gran Bretagna in terra prima, in cielo e in mare poi, a opera della Germania nel maggio-giugno 1940 significa che Nolan vuole concentrare l’attenzione dello spettatore sui vinti e rendere meno arduo il successo del film in Germania e Austria, dove cento milioni di  potenziali spettatori hanno motivo di ricordare quella battaglia nella prospettiva della Brexit, cioè di una Gran Bretagna sempre ostile al continente. Si ricordi che Nolan ha, come Winston Churchill, ma...

Leggi tutto l'articolo