E' IL PROBLEMA DEL SECOLO?

Alludo al problema dei migranti, ma per essere esatti dovremmo dire che su questo tema la discussione si riduce a un  dilemma: inclusione o esclusione? Questo perché i migranti a casa loro non ci vogliono più stare e non c’è verso di tenerceli, quindi si ritorna al dilemma iniziale: accogliere i migranti, insegnar loro la nostra lingua e un lavoro, farne quindi dei buoni cittadini.
Oppure rimandarli a casa propria, probabilmente “con le cattive”, poiché “con le buone” non credo che ci sia modo di convincerli.
Questi problemi esistono e sono esistiti anche nell’ambito di civiltà diverse e sono da sempre affrontati con sistemi non tanto difformi da quelli dei nostri tempi.
L’esclusione, cioè il rimandarli a casa loro, è di regola in tutto il mondo la soluzione “della destra” che sogna una cintura di filo spinato intorno ai Paesi del beato occidente per proteggerli dalle invasioni; chi vive bene tende a proteggere il suo benessere, dacché mondo è mondo.
Ma lasciando da parte tutte le considerazioni morali o umanitarie, l’esclusione è difficilmente attuabile, è un sogno, se vogliamo un brutto sogno, senza alcuna possibilità di successo.
Giulio Andreotti, un finissimo politico dotato del senso del possibile, diceva ai fautori dell’esclusione: “non illudetevi; se fermerete le barche e le navi, verranno a nuoto”; era facile profeta ma non è stato ascoltato e tutto l’occidente si è fatto trovare impreparato di fronte a questa sorta di esodo biblico.
Comunque, ammesso che l’esclusione totale sia impossibile, sarà assai difficile organizzare un’esclusione parziale; infatti, abbiamo già visto che i migranti sono una valanga e che cosa succederà – è lecito chiederci – se si comincerà a socchiudere la porta? Per la verità, mi sembra evidente che quello che manca è una visione creativa, diciamo così “oggettiva” sia tra chi spera di sbarrare la porta e sia chi propenderebbe per socchiuderla.
È comunque una situazione che potremmo definire “deja vu”, cioè che è già apparsa sul palcoscenico della storia e quindi non è certamente la prima volta che ci troviamo a dibattere su tale situazione: una civiltà stanca e matura, circondata da popolazioni più arretrate (è la condizioni soprattutto delle popolazioni africane); tutto questo avvenne una ventina di secoli or sono, quando la civiltà dell’antica Roma, la civiltà di origine greco-romana, venne circondata da coloro che noi – i civili – chiameremmo i barbari.
Tutto ciò è stato narrato dal grande storico e [...]

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