E' NATO NICHOLAS!

Innanzitutto un ringraziamento di cuore a quanti di voi, e siete stati davvero tanti, hanno contribuito a rendere ancora più bella l’attesa della nascita del nostro bimbo.
In questi giorni abbiamo ricevuto continue manifestazioni d’affetto attraverso sms, telefonate, regali e ci siete stati davvero vicini, spinti dal desiderio di condividere assieme un evento così bello.
Nei mesi passati vi ho reso partecipi della mia vita, consapevole dell’importanza che i vostri nomi avrebbero avuto per fagiolino ed ora che siete diventati zii/zie di un angioletto, spero possiate conoscerlo al più presto di persona, magari già in occasione della prossima fiera di Lucca ma andiamo con ordine… Com’era stabilito, martedì scorso siamo andati in ospedale perché fagiolino continuava a dormire tranquillo nella pancia della mamma, benché sia lei che il papy attendevano il suo arrivo già da dodici giorni.
Nonostante il ritardo, gli esami di controllo andavano bene ma la sua pigrizia metteva a dura prova addirittura i medici che dovevano attenderne il risveglio, durante i tracciati, per rilevarne i valori.
Ecco la prima somiglianza ad uno dei due genitori, riscontrata ancor prima che venisse al mondo: prima della gravidanza, infatti, ogni volta che suonava la sveglia al mattino, c’era chi sembrava un orso in letargo e si alzava dal letto con gran difficoltà, solo dopo ripetuti richiami… La mattinata in ospedale è stata relativamente tranquilla: diversi controlli, qualche piccola contrazione e la prima stimolazione col gel.
Sara iniziava ad essere comprensibilmente nervosa perché col trascorrere delle ore prendeva sempre più credito l’eventualità del cesario ma nel pomeriggio la situazione è cambiata e, con la seconda stimolazione, alle 17:20 è iniziato il travaglio… forti contrazioni, ripetute ed a breve distanza l’una dall’altra.
Cercavamo d’ingannare il tempo passeggiando ma oltre a starle vicino, non potevo fare altro e vederla in preda a quelle fitte lancinanti non era facile: in alcuni momenti mi ha confessato che avrebbe voluto urlare dal dolore ma durante l’orario visite c’era parecchia gente nelle stanze e lungo i corridoi alchè si è fatta forza ed ha atteso che se ne andassero tutti; a quel punto ha cercato di rilassarsi sotto la doccia, come le avevano consigliato e le ripetevo già da ore.
L’acqua calda è stato un toccasana per lei, tant’è che subito dopo l’hanno accompagnata in sala parto: erano le 22:45 ed il gran momento sembrava finalmente alle porte.
Durante le spinte, il suo [...]

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