E' iniziata la guerra contro il dollaro!

Seconda Puntata Forse, in qualche libro di fantascienza è concepibile un “impero” che sia, in tutto e per tutto, gravante economicamente sui sudditi e sulle loro vite di relazione, che sono composte di lavoro, potere d’acquisto, assistenza, tasse, risparmi, sicurezza, senza che in cambio ceda neppure un’oncia di quello che dovrebbe: anzi, fa ancora peggio, mistifica ogni suo comportamento, è aggressivo nei confronti di chi si oppone, e si fa carico di una situazione strategica e militare a rischio, soprattutto per i suoi sottoposti.
Un impero, che, alla fine, o crolla sotto una rivoluzione, o se ne trova di fronte un altro, che attua principi diametralmente opposti, e alla fine attirerà verso di sé quanti li condividono, lasciando il primo  a leccarsi le ferite.Questo sta accadendo nel mondo, al momento in cui  l’impero americano è arrivato ad un punto di non ritorno nei confronti della comunità internazionale, sia come qualità dei suoi comportamenti che come insulsaggine dei suoi atti (si pensi solo alle cause intrinseche del terrorismo internazionale, dovute ad una serie di politiche imperialiste del tutte erronee; e all’operazione di spionaggio globalizzato messa in atto, perfino nei confronti degli alleati, per una sconcertante e letale mancanza di fiducia, dovuta proprio alla proiezione psicologica della sua inaffidabilità!), nel momento stesso in cui sta ingannando anche il suo stesso popolo, convinto (ma certo non ancora per molto), che la “bella statuina nera” che si è scelto sia infrangibile, ma non lo è per niente!Da questa solitudine di onnipotenza è nata la reazione: vale a dire un modello alternativo, che è una commistione di modelli alternativi a quello nazional-imperial-capitalista degli Usa, ognuno con una dose di veleno atta a corrodere lo status quo: si va dalla riscoperta delle teorie keynesiane tout court, ad un anti-militarismo globalizzato, dal concetto di “economia felice e a misura d’uomo”, senza sprechi e speculazioni, ad un tipo di ambientalismo che riscopra la natura, e ricacci indietro lo sfruttamento dei campi, l’introduzione dell’OGM, scelga la parametrazione delle qualità sulle quantità, il recupero del nucleare in fusione non in fissione, verso energie alternative, contro i combustibili fossili.
E nell’abito delle economie, predichi un saggio ritorno alla intermediazione bancaria, all’alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese e sulle famiglie, la sovranità monetaria senza eccezioni, con banche centrali di emissione, una socialità più [...]

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