E' l'ora di Ronald Reagan-Obama... America first, Zio Sam si fa da parte

Il piedistallo su cui l’opinione pubblica americana e mondiale hanno messo Barack Obama inizia a mostrare qualche crepa Il piedistallo su cui l’opinione pubblica americana e mondiale hanno messo Barack Obama inizia a mostrare qualche crepa.
L’ondata planetaria di simpatia che ha avvolto con tripudio ed entusiasmo il giovane presidente americano non sembra aiutare a risolvere alcuni dei tremendi problemi che la sua amministrazione sta tentando di affrontare.
Le crepe appaiono sia sul lato interno del piedistallo, dove per esempio il piano sanitario nazionale di Obama non riscuote il consenso dell’opposizione ma malauguratamente neanche quello di molti alleati di partito, ed anche sul lato esterno, dove i nemici che sperava di ammansire si rivelano ancor più minacciosi che in passato (Iran) e dove le alleanze con i tradizionali partner europei sono in queste ore messe a dura prova.
Barack Obama La visita di pochi giorni fa del Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen a Washington ha portato a galla un contrasto di fondo di cui scrivemmo in tempi non sospetti, nel novembre 2008, usando l’espressione “Obama batterà cassa all’Europa”.
E questo infatti è esattamente ciò che sta succedendo.
Il presidente, senza giri di parole, ha dichiarato “la guerra in Afghanistan non è una battaglia americana, è una missione della NATO” ed ha energicamente invitato i partner europei a dedicare maggiori risorse e uomini a questa missione.
Rasmussen si è ben guardato dal promettere altre unità combattenti, ricordando che solo negli ultimi 18 mesi l’Europa ha già inviato altri 9000 uomini, in futuro tuttalpiù si potranno mandare addestratori, mentre invece a Kabul il capo delle operazioni Generale Stanley Mc Chrystal vorrebbe addirittura dai 30 mila ai 40 mila uomini in più.
Mc Chrystal in sostanza invoca un radicale cambio di strategia, sull’esempio di quanto attuato dal Generale Petraeus in Iraq: più uomini sul campo, più contatto con la popolazione, più istruttori e basta attacchi aerei, serviti sin qui solo ad alienarsi le simpatie di larghe fasce della popolazione (secondo l’ONU quest’anno sono morti circa 1500 civili afgani, il 68% ucciso da Talebani ma il 23% ucciso da truppe afgane e straniere).
Sono ormai molte settimane che Obama finge di essere in procinto di dare finalmente una risposta a Mc Chrystal, ma la risposta sembra non arrivare mai, frenata da un acceso dibattito all’interno della sua stessa amministrazione e del suo stesso partito.  Un sondaggio Gallup inoltre svela che [...]

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