E' più facile far passare un cammello nella cruna di un ago

che farsi capire.
E' piuttosto inquietante, soprattutto quando si parla la stessa lingua.
Oltre ad essere un argomento ricorrente visto che capita sempre più spesso di non capirsi.
Davvero lo trovo incredibile.
Passi non condividere quello che si dice, ma non capirlo come si fa? Eppure, paradossalmente, mi sono ritrovata a capirmi del tutto con una ragazza che parla e capisce solo l'inglese, di italiano non sa nulla.
Con lei abbiamo parlato (solo in inglese) di tutto e di più, e ci siamo capite perfettamente, senza nemmeno finire le frasi fino in fondo, su certe cose.
Ma...a sto punto, non è che la lingua stessa impedisce di capirsi? Magari si intendono le parole diversamente, per cui, anche se parliamo tutti italiano, personalizziamo comunque le parole nel loro significato? D'accordo che ognuno ha le sue esperienze e vive ogni cosa in base a queste, ma intendere all'opposto quello che un altro italiano dice mi sembra eccessivo.
Comunque un problema c'è, e grosso, un vero limite alla comprensione: l'atteggiamento prevenuto.
Sembra che molti stiano con le mani avanti, ti parlano e soprattutto "ti ascoltano" con l'ovatta sulle orecchie, e nel peggiore dei casi, partendo dal presupposto che non devono fidarsi.
Perché, possibile che oltre a non capire il senso di quello che dico, dandogli un significato opposto, lo leggono sempre in negativo.
E che caspita.
Siamo a livelli che tu rispondi a qualcuno che attacca e risulta che sei tu ad attaccare.
Oppure che si discute concitatamente su un punto per arrivare poi a scoprire che si sta dicendo la stessa cosa.  Va bene che per iscritto i toni non si possono ovviamente sapere, ma sempre per forza toni negativi si devono mettere? Se  poi, come faccio io, provi a spiegarti per essere più chiaro possibile, e a far capire che non ce l'hai con nessuno e i tuoi toni non erano né aggressivi né di attacco, fai peggio, e uno dei rischi più frequenti è quello di passare per insistente e invadente che vuole "per forza" dire la sua, per avere ragione mancando quindi di rispetto agli altri.
E il rispetto verso di me dove sta? Dove sono stata rispettata se mi si attribuiscono intenzioni opposte e in certi casi per me anche offensive quando al contrario non avevo nessuna intenzione di mancare di rispetto e sono entrata nel discorso con tutta la buona fede possibile? Allora dal mio punto di vista, quando succede così che ci si ostina a non ascoltare, sembra che l'altro voglia per forza avere ragione e basta.
Ecco che la parola "rispetto" risulta avere tanti significati diversi a seconda [...]

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